Giovedì, 26 Maggio 2016

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Sapere e saper stare in classe, è una grossa patologia. Lettere

di admin
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Prof.ssa Patrizia De Blasio Coordinatrice MIDA PRECARI - Da una “Diagnosi scandalosa ” del MIUR: il nostro  sapere e saper stare in classe, è una grossa patologia.

Sono qui e mi arrovello. La mia “lotta consapevole” mi fa percepire ancora di piu’ l’ingiustizia che dobbiamo ancora una volta subire. Dividere e delegittimare la categoria era il loro scopo. Lo sapevamo sin dall’inizio, ma desideravamo bloccare questo mostro. Sembra incredibile e irragionevole la posizione di coloro che,invece di valorizzarci ,con la consapevolezza dell'importante ruolo che da anni esercitiamo, ci hanno umiliato e messo a tacere.

E invece no! Apparteniamo a una parte di categoria che piu’ di altre ha continuato a studiare e a formarsi con i propri mezzi,a fronte di enormi sacrifici. Invece no, perché siamo docenti troppo consci delle proprie competenze e degli strumenti a nostra disposizione . Invece no, perché in Italia vige la regola per la quale spesso, chi fa le cose con rettitudine , amore e tenacia, è paradossalmente fuori dai giochi . Invece no, perché ci mettiamo troppo entusiasmo quando entriamo in classe e cerchiamo di formare le nuove generazioni, perchè siano i bravi e onesti cittadini di domani.

Della nostra carriera in classe è rimasto ben poco. Il nostro servizio vale poco meno di mezzo punto. La nostra abilitazione equiparata alla laurea . Dalla bocca di questo mostro sono uscite solo lingue di fuoco! Da mesi si parlava di computer based e di risposte chiuse. Da mesi si ci chiedeva come fosse possibile che ci fosse richiesto il superamento dell’ennesimo ostacolo, con un “ concorso pubblico”. Abbiamo con determinazione di contrastare chi ,detenendo il potere, ne abusa , utilizzandolo per schiacciare i diritti del lavoratori .Anche chi avrebbe dovuto tutelarci ha gettato la spugna, nella morsa delle trattative. Si sono stretti la mano .

Si sono organizzati ,per ottenere i mezzi necessari a scalare i palazzi principeschi del potere. Alla nostra classe dirigente è permesso ricoprire ruoli di vertice senza alcun concorso pubblico e senza valutazione. A fronte di stipendi favolosi e benefit di ogni genere, è ritenuto ininfluente il livello di competenza della lingua inglese ,esponendosi a "figuracce" iimbarazzanti nel panorama internazionale. Alla mia classe dirigente è permesso calpestare i nostri diritti, assumerci "in comodato d’uso", sfruttarci per anni per poi cestinarci.

Alla mia classe dirigente è permesso considerarmi vecchia a trentasette anni e allo stesso tempo sostituirmi ,attraverso leggi ingiuste per le sperequazioni legalmente imposte.Ultracinquantenni che nella vita hanno fatto altro,senza la necessaria esperienza ,prendono posti ,a discapito dei veri meritevoli. Alla mia classe dirigente è permesso tutto! Umiliati, accantonati, declassati, archiviati e spazzati via, siamo quella generazione e quella parte di categoria (II e III fascia d’istituto) che più ha dovuto subire le ingiustizie e le truffe morali di questo Stato, dove l'unico valore sembra essere la furbizia dei farabutti che sanno trovare meglio la via "giusta",con imbrogli e scappatoie. 

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