Sabato, 25 Giugno 2016

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Riforma classi di concorso. Docenti di italiano L2: chi sono, cosa fanno?

di redazione
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di Nunzia Latini -  Finalmente una nuova classe di concorso, la A023, al prossimo concorso docenti. La classe di concorso specifica per insegnare italiano a stranieri (L2). Si ma, del tutto inutile e senza docenti specializzati. La classe prevede infatti che possono partecipare solo laureati in lettere, con specifici esami; non sono riconosciuti neanche tutti gli altri certificati universitari.

Chi meglio del Ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, ex Rettore per 10 anni della storica Università per Stranieri di Perugia, conosce e sa di una nutrita flotta di insegnanti che da 20 anni e più hanno insegnato, si sono iper specializzati, aggiornati in tutto il mondo a proprie spese; chi meglio di Lei sa che i docenti spesso, proprio arrivando da indirizzi di laurea diversi, hanno condotto corsi di lingua settoriali, di cultura e tradizioni italiane a tutto tondo, testimoni e ambasciatori di una cultura con tutta una sua specifica comunicazione prossemica, non verbale, in Italia e all’estero. Chi meglio del Ministro sa che sono divenuti formatori nello stesso ambito.

Difficile capire quale sia la logica che arruolerebbe proprio a scuola, nuovi docenti con un solo tipo di laurea; difficile pensare che in Italia siano necessari soltanto 500 docenti; difficile pensare che, per questa classe di concorso, non esista un corso di idoneità per l’abilitazione per i circa 10.000 insegnanti con 30-40-50 pagine di Curriculum Vitae, un Pas come per tutte le altre classi di concorso; difficile capire l’opportunità di quella firma su perfezionamenti e sulle altre certificazioni di Perugia. Difficile pensare che la lingua italiana non sia formata da lessici di ambito; difficile pensare che tutti i docenti che fino ad ora hanno riempito le graduatorie universitarie, i progetti con i Fondi Europei, le scuole private, non abbiano alcun titolo per partecipare ad un concorso per insegnare nella scuola statale. Insegnanti schiacciati da illogiche prese di posizione. Indicazioni che maggiormente ora non devono e non possono cadere come sempre dall’alto e scritte dentro una stanzetta lontanissima dalla realtà.

Chi meglio del Rettore dovrebbe conoscere lo stato dei docenti di lingua italiana all’università statale, che intorno agli anni 2000 sono stati chiamati Cel “collaboratori esperti linguistici” per pareggiarli a dei tecnici amministrativi e dunque per non riconoscere che svolgevano e svolgono docenza a tutti gli effetti: programmazione, didattica e valutazione come i loro colleghi Docenti, entrati qualche anno prima. Una situazione per cui la stessa Corte Europea si è pronunciata. Chiarissimo fatto di diritti negati, di boicottaggio professionale, di ostruzionismo e della professionalità docente. Ma la domanda è: possibile che non si dia a Cesare quel che è di Cesare, tra l’altro, nostro avo!

Docenza fatta non solo di programmazione, didattica e valutazione ma di aggiornamento e di esperienza, di costruzione di materiali didattici quanto più vicini alla realtà; Un modus operandi particolarmente delicato e nello stesso tempo pane quotidiano; da sempre hanno a che fare con classi multiculturali al 100% e non al 30% o al 10%. Molti di loro hanno scritto tantissimo, sono autori degli stessi libri di testo adottati anche nei CPIA ex CTP, dove i corsi di italiano si svolgono per adulti gratuitamente. Molti di loro sono impegnati da sempre nell’intercultura vera, non fatta di peloso buonismo o accoglienza lanosa ma di rispetto identitario profondo.

Ufficiali specializzazioni per uno specifico insegnamento. Nulla. L’esultanza è durata una frazione di secondo: le braccia sono cadute, la delusione ha tolto le forze e il viso rosso di rabbia. Non ci si aspettava una simile situazione proprio ora con un Ministro ex Rettore di una formazione e istruzione tutta interna a questo discorso. Una Tabella di titoli per l’ammissione al concorso che dice “non vi conosco”.”

E pensare che a sua firma abbiamo preso miriadi di certificazioni; si sono tenuti migliaia di corsi specializzanti, e ora? Non abbiamo fatto nulla!!” A detta loro, dalla tabella pubblicata di riconoscimento dei titoli, per partecipare al concorso per la classe A023, il 90% di insegnanti specializzati saranno tagliati fuori. Come dire: non esistete.

Chiediamo urgentissimamente un incontro per fermare questo scempio; proporre le nostre soluzioni e idee; fare delle dirette domande al Ministro su diversi punti a noi cari; Non ci fermeremo! Non possiamo fare la gavetta ancora per altri 50 anni!” Questo lo sfogo, con mesto entusiasmo di uno dei tantissimi docenti che ama questo lavoro e che non digerisce l’amaro boccone.

Riforma classi di concorso. Prime anticipazioni del documento definitivo

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