Visualizza versione mobile

Lunedì, 25 Luglio 2016

mnemosine
SERVIZI
SPECIALI ESPANDI

Riflessioni sui nuovi adempimenti previsti dalla Legge sulla Buona Scuola. Lettera

di redazione
ipsef

Fernando - Il convulso processo di rinnovamento – legato alle innovazioni proposte dalla  Legge 107/15 ( Rapporto di Autovalutazione, Piano di miglioramento, Piano dell’Offerta Formativa, Piano Triennale dell’ Offerta Formativa) –  sta generando ansia, preoccupazione  e disorientamento tra gli operatori scolastici. Dinanzi all’attuale situazione, a dir poco complessa e, forse, un pò  incerta, è opportuno soffermarsi su alcuni aspetti nodali della recente innovazione educativa e didattica, volta dare piena attuazione all’autonomia scolastica e, soprattutto, a prendere in considerazione non chi è, ma chi sta per essere: scuola, educazione, insegnamento, devono agire per favorire la trasformazione sociale e  culturale.
E’ chiaro che, dinanzi alla rapidità e alla estensione dei mutamenti sociali, non vi può essere risposta adeguata se la scuola rimane statica. Sarebbe questo un anacronismo dalle gravi implicazioni culturali e più largamente sociali. E la scuola, con la Legge 107/15, sta cercando di avviare un’ azione di lento, ma inarrestabile cambiamento. Infatti, sono in fase di radicale ripensamento, strutture, programmi e professionalità.
Pertanto, il mutamento è da intendersi come una necessità scientifica, come un modo per dare risposte concrete alle nuove sollecitazioni educative: è il prodotto di una società tecnologicamente avanzata. Se è stato avviato un processo di revisione e rinnovamento delle strutture educative, ciò si deve al fatto che diversi aspetti della scuola non rispondono più in modo adeguato al nuovo bisogno di educazione, al nuovo modo di intendere i processi formativi.
Contenuti, modi e ritmi della cultura sono cambiati e gli ordinamenti scolastici, non possono più continuare solo ed esclusivamente a promuovere e valutare   lo sviluppo intellettuale degli alunni, trascurando così altri aspetti essenziali della loro personalità.
Basta prendere in mano il testo della Legge 107 (commi da 5 a 26)  per trovare una serie di indicazioni finalizzate non solo all’innalzamento dei livelli d’istruzione, ma anche alla prevenzione e al recupero del disagio educativo, all’annullamento delle disuguaglianze sociali e culturali, al diritto allo studio,  alle pari opportunità di successo
formativo e di istruzione permanente di tutti i cittadini, alla parità tra i sessi, alla prevenzione della violenza di genere ecc.
Pertanto, i vari adempimenti e documenti richiesti dalla norma, vanno valutati positivamente, in quanto, costituiscono uno strumento indispensabile per stabilire verso quali obiettivi e in quale direzione la scuola locale si deve muovere per promuovere e assecondare i processi educativi, per configurarsi sempre più e sempre meglio come un sistema organizzato di competenze, conoscenze e valori.
La scuola diventa, così, dipendente e  “condizionata” da quel contesto sociale in cui è inserita,   aperta verso  nuovi orizzonti,  e orientata alla conoscenza di nuove e inedite dimensioni di vita.
La mission, le finalità educative, i traguardi, gli obiettivi di processo ecc., non costituiscono un insieme immutabile, ma sono una realtà in movimento, sono una realtà che muta con il processo storico della persona e con le sue strutture sociali.
L’esigenza di  una innovazione profonda del sistema educativo è, dunque, ampiamente giustificata. Infatti, ciò che caratterizza e contraddistingue il nostro periodo storico è la novità, ben diversa dalla rassegnata disposizione all’immutabilità delle cose e delle vicende: “Ho sempre fatto così”.
In passato i cambiamenti nella scuola sono sempre avvenuti per “accumulazione” e ciò ha generato una crescente complessità del sistema scolastico.
Le nuove norme tendono a costruire una ipotesi innovativa in senso sostanziale, cioè, che tenga conto dei reali problemi educativi, considerando congiuntamente tanto l’aspetto scientifico (contenuti e metodi), quanto l’aspetto gestionale (strutture e processi). La scuola, infatti, non è solamente un insieme di contenuti, di metodi, di gestione delle strutture educative, è anche un modo nuovo di porre e risolvere i problemi dell’immediato futuro. Non basta una scuola nuova, occorre una scuola aperta all’ambiente naturale e sociale in un contesto pluralistico.
L’ intento innovatore della Legge 107, appare polarizzato verso una scuola aperta alla rivoluzione culturale,  alla vita sociale in cui è inserita, con una caratterizzazione di impegno e cooperazione tra le differenti realtà sociali ed esistenziali.
Nello spirito della Legge, il Piano di miglioramento, il Piano dell’Offerta Formativa, il Piano Triennale dell’Offerta Formativa, hanno come unico obiettivo quello di far uscire la scuola dalla preoccupazione  didattico-istruttiva, per orientarla verso un interesse formativo globale in grado di garantire a tutti quel “successo” che la scuola si propone di realizzare.

Versione stampabile
anief anief
anief mnemosine eiform


In evidenza