Mercoledì, 25 Maggio 2016

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Regolacompiti. Perché non siano troppi... Lettera

di redazione
ipsef

Tutti i docenti e molti dei genitori che incontro obiettano: “I compiti sono necessari: l'importante è non darne troppi”.

Premesso che noi vogliamo abolire i compiti e che, d'altra parte, non ho mai incontrato un docente che dichiarasse di assegnare, volutamente “troppi compiti” (eppure gli studenti ne sono sommersi), ho pensato di elaborare la seguente proposta di “regolamentazione” (che potrebbe integrare il PTOF, il “Regolamento di istituto” o il “Patto di corresponsabilità”) da sottoporre a docenti, dirigenti, rappresentanti dei genitori, presidenti dei Consigli di istituto..., proprio per “aiutare” le scuole a non darne “troppi”.

COMPITI A CASA: REGOLAMENTO

Premesso che nessuna norma impone l'assegnazione dei compiti a casa (in altri Paesi è addirittura vietato), e le sole occasioni nelle quali il Ministero P.I. si è occupato dei compiti è stato per raccomandare di non assegnarli nel fine settimana e durante le vacanze, si stabilisce quanto segue.

  1. I docenti che danno compiti a casa si impegnano a correggerli tutti e a tutti – altrimenti non avrebbe senso farli.

  2. I docenti che danno compiti si impegnano a preparare adeguatamente gli studenti perché siano in grado di svolgerli per proprio conto, non possono perciò essere assegnati compiti che gli studenti non siano in grado di svolgere - i docenti devono verificarlo preventivamente.

  3. Ai compiti svolti a casa non deve essere assegnato alcun voto - il docente non può sapere come e da chi siano svolti.

  4. I compiti non fatti non possono essere “recuperati” sacrificando la ricreazione che per nessun motivo, men che mai “disciplinare”, può essere ridotta o annullata – gli studenti ne hanno bisogno e diritto.

  5. I compiti non svolti durante i periodi di assenza (es. per malattia) non devono essere recuperati – non sarebbe umanamente possibile e si perderebbero le nuove acquisizioni.

  6. La giustificazione del genitore per il mancato svolgimento dei compiti deve essere acquisita evitando contestazioni, rimproveri o punizioni – umilianti per lo studente e offensive per i genitori.

  7. Nelle classi a 40 ore (tempo pieno), non si assegnano compiti: le attività didattiche devono esaurirsi nelle 8 ore di forzata immobilità e concentrazione – pretendere un ulteriore impegno sarebbe controproducente, penoso o semplicemente impossibile.

  8. Nelle altre classi, i docenti che decidano di assegnare compiti pomeridiani verificheranno, preventivamente, che non richiedano a nessuno studente un impegno giornaliero che superi:

- 30 minuti nelle classi prima e seconda della scuola primaria

- 1 ora nelle classi terza, quarta e quinta della scuola primaria

- 1 ora e 30 nelle classi della scuola secondaria di primo grado.

  1. Non possono essere assegnati compiti nel fine settimana, come raccomandava il Ministero P.I. - agli studenti deve essere permesso di ricrearsi (e garantito il “diritto a riposo e al gioco”), e alle famiglie di ritrovarsi, senza l'assillo stressante dei compiti.

  2. Non devono essere assegnati “compiti per le vacanze” (ossimoro logico e pedagogico) – per le ragioni già espresse nel punto precedente e per evitare che i docenti, come previsto dal primo punto di questo Regolamento, trascorrano il resto dell'anno scolastico a correggere gli esercizi previsti dai “Libri per le vacanze”.

Maurizio Parodi - Dirigente scolastico
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