Venerdì, 27 Maggio 2016

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Reclutamento dopo concorso 2016: una fase transitoria è possibile

di Nino Sabella
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La legge n. 107/2015 affida (comma 180) al Governo diverse deleghe, tra le quali quella relativa al riordino del sistema di formazione iniziale e accesso ai ruoli del personale docente della scuola secondaria.

La formazione iniziale dei docenti, come si legge al comma 181 della legge di Riforma, sarà affidata alle Università e alle Accademie che attiveranno, rispettivamente, corsi di Laurea magistrale e corsi di Diploma di laurea di secondo livello, coerenti con le classi disciplinari di concorso.

Terminato il corso di laurea, si potrà accedere al concorso nazionale, i cui vincitori saranno assegnati a un'Istituzione scolastica o a una Rete di scuole e saranno assunti con un contratto di tirocinio retribuito di durata triennale. Al termine dei tre anni di tirocinio, si procederà alla conferma o meno in ruolo.

Ne abbiamo parlato in maniera approfondita nell'articolo " Diventare insegnanti della Buona Scuola del futuro: laurea + concorso + tirocinio triennale

Il futuro sistema di formazione e reclutamento, i cui decreti attuativi dovranno essere approvati entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore della legge n. 107/2015, sta suscitando legittime preoccupazioni in diverse categorie di docenti. 

Quali? 

I docenti che, già abilitati, temono di non superare il prossimo concorso , i docenti che parteciperanno al prossimo TFA, i docenti che devono laurearsi e poi abilitarsi e, in generale, tutti coloro i quali vorrebbero intraprendere la carriera di insegnante prima dell'entrata in vigore del nuovo sistema. 

I detti docenti e le loro rivendicazioni, tuttavia, sembrano essere garantiti dalla medesima legge n. 107/2015 al comma 181 punto 5: 

la previsione che il percorso di cui al numero 2) (dove viene descritto il futuro sistema di formazione e reclutamento del personale docente della scuola secondaria) divenga gradualmente l'unico per accedere all'insegnamento nella scuola secondaria statale, anche per l'effettuazione delle supplenze; l'introduzione di una disciplina transitoria in relazione ai vigenti percorsi formativi e abilitanti e al reclutamento dei docenti nonché in merito alla valutazione della competenza e della professionalità per coloro che hanno conseguito l'abilitazione prima della data di entrata in vigore del decreto legislativo di cui alla presente lettera; 

È prevista, dunque, una disciplina transitoria il cui fine è di garantire, sembra proprio questo l'intento del legislatore, i docenti che dovranno abilitarsi e di valorizzare le competenze e la professionalità dei docenti già abilitati. 

I decreti attuativi, tuttavia, dovranno declinare quanto affermato nel suddetto comma 181 punto 5, quindi esplicitare dettagliatamente la disciplina transitoria prevista, in modo da non ledere i diritti delle varie categorie di docenti sopra elencate. 

Il prossimo TFA , il cui bando dovrebbe essere emanato nel mese di febbraio 2016, dovrà avere come naturale conseguenza la previsione e realizzazione di un altro concorso (2019?) dopo quello del 2016, al fine di dare la possibilità ai futuri docenti abilitati di ottenere un posto a tempo indeterminato, per cui hanno speso energie e risorse ingenti. 

Concorso cui potranno partecipare anche coloro i quali sono già abilitati e non supereranno o non parteciperanno al concorso previsto dalla legge n. 107/15 e i docenti di sostegno che stanno seguendo il secondo ciclo di TFA.

Una prima conferma riguardo al fatto di bandire ulteriori concorsi, anche se relativamente ai posti di sostegno, è arrivata dalle parole dell'ispettore del MIUR Max Bruschi:

"Ora, ove la graduatoria concorsuale fosse esaurita, nelle GAE latitassero gli specializzati e nel triennio si verificassero ulteriori disponibilità di posti SOS, a mio modesto avviso nulla vieta di disporre dei bandi concorsuali straordinari "medio tempore". Il che, naturalmente, implica che i percorsi di specializzazione SOS (e quelli di abilitazione) siano banditi con regolarità. Non lo vorrebbero solo le basi del diritto, l'etica e il buon senso... ma anche, in questo caso, la necessità"

Se, dunque, dovessero rendersi necessari, non sarebbe un problema emanare bandi di concorso straordinari.

Ne abbiamo parlato nell'articolo " Concorso docenti scuola 2016 per sostegno. Bruschi: in mancanza di specializzati altri bandi straordinari "

È chiaro, alla luce di quanto detto sopra, che nelle previsioni del MIUR rientra l'emanazione di altri bandi di concorso prima dell'entrata in vigore del nuovo sistema di formazione e reclutamento per l'accesso ai ruoli del personale della scuola secondaria.

Tale tesi, inoltre, trova un'altra valida motivazione nel fattore tempo: i decreti previsti per l'attuazione del nuovo sistema devono ancora essere delineati e definiti; una volta emanati poi, il sistema entrerà a regime (contratto a tempo indeterminato dei docenti che inizieranno il nuovo percorso)  dopo 8 anni (laurea magistrale + 3 anni di contratto a tempo determinato), per cui i primi docenti a tempo indeterminato assunti con il nuovo sistema si avranno non prima di 9/10 anni (anche perché a livello accademico non sembra che si parli già delle future lauree magistrali).

Sembra, pertanto, inverosimile che nel suddetto arco temporale non vengano banditi nuovi concorsi (dopo quello che sarà bandito a febbraio secondo quanto affermato dal MIUR) per l'accesso ai ruoli del personale della scuola secondaria. 

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