Martedì, 31 Maggio 2016

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Quota96. Il tempo della politica e il tempo della vita. Lettera

di redazione
ipsef

Francesco - La vita non può aspettare che i giochi dei politicanti sulla pelle dei cittadini trovino un accordo e va avanti inesorabile e ti lascia l'amaro in bocca.

In certi casi scrivere sulle persone è difficile e per rispetto non vorresti parlarne, ma in alcuni casi è necessario intervenire e rinunciare al riserbo perché il singolo caso riguarda tutti.

Oggi sono andato a un funerale, ci vado raramente, vado solo  quando ho avuto rapporti con la persona o i suoi famigliari.

È morto il marito di C. Q96 di Siderno, si chiamava L. e li ho conosciuti entrambi in questi ultimi due anni, in quanto lei è insegnante e lui ha avuto problemi di salute e gli ultimi anni per loro sono stati difficili.

Per questo motivo lei ha usufruito di congedi per il coniuge e malgrado spesso qualcuno può pensare che si approfitti per starsene a casa o avere dei vantaggi non si augura a nessuno di trovarsi con famigliari in condizioni estreme di salute.

Chi ha ottenuto con certificazioni false tali diritti è un delinquente, come anche la commissione medica che gli ha concesso tale "furto".

Qualcuno ha avuto da obiettare che solo per il fatto che si sia preso 1 giorno di congedo nel 2011 e solo in quell'anno è una vergogna avere avuto ulteriori agevolazioni, come il diritto di poter andare in pensione con le norme ammazza Quota96.

Anche nell'ultima legge di stabilità per il 2016 questo diritto è stato conservato, restringendo il caso solo ai figli, e aggiungendo ancora 2 mila aventi diritto, mentre per Quota96 si continua il balletto, si discute ma non si vota mai.

Un ulteriore discredito di queste bande o clan che si sono impossessati del potere favorendo i ceti ricchi e spolpando i ceti meno favoriti, tra cui i lavoratori dipendenti ormai non più rappresentati in parlamento e senza più la forza di ribellarsi, con sindacati ormai esautorati e senza più potere di intercedere per minimizzare i tagli che colpiscono i loro iscritti.

Triste epilogo di un ventennio di governi e poteri decisamente contro il lavoro, i lavoratori e i cittadini.

Politici abbarbicati al potere e supini ai voleri dei potenti.

Ma è più triste constatare quanto è inesorabile la morte, quando arriva quando per qualcuno la pensione desiderata sta per arrivare.

C. e il marito, malgrado da anni era molto malato, sono venuti a Roma per lottare e difendere i diritti di Quota96 e sono passati 4 anni.

Lei con la VI salvaguardia ha ottenuto la pensione in quanto in congedo nel 2011 e per i soliti ritardi burocratici invece di andare in pensione dal 1° settembre, ha avuto la comunicazione a novembre come tanti altri.

Diritto ottenuto in ritardo e guarda caso tra INPS che pasticcia sulle date e burocrati ministeriali che si attengono a norme senza senso, in quanto secondo loro non è possibile fare domanda di cessazione dal servizio, rimani bloccata in attesa di decisioni.

Sei in pensione dal 1° settembre secondo la comunicazione INPS, ma al MIUR si oppongono in quanto sei ancora in servizio e la scuola è già iniziata da 3 mesi, come se nella scuola non si possa uscire prima se non quando ti riconoscono che sei inabile e malgrado la continuità didattica sia solo una favola, visto che le nomine avvengono anche a fine dicembre.

Di situazioni simili in questi anni ne ho conosciuti altri, docenti in congedo biennale per genitori o figli, spesso con accompagnamento riconosciuto, ma altre volte con i docenti bloccati in casa perché non si possono lasciare da soli i parenti, quasi " incarcerati", costretti a subire quella maledetta norma che ha sospeso al 31 dicembre 2011 i diritti di chi lavora nella scuola.

Un anno fantasma il 2012, un anno annullato, diritti disconosciuti e sospesi per molti anni a chi ha avuto la sfiga di raggiungere il diritto alla pensione solo dal 1 gennaio 2012.

Concludere questo articolo è ancora più triste perché ci hanno impiegato mesi per risolvere l'impasse del MIUR, ci è voluto un comma della legge di stabilità 2016 perché si potesse uscire anche dopo il 1º settembre 2015 e in questi giorni è uscita la circolare che permette di fare domanda in qualsiasi momento.

Lui non ha potuto festeggiare finalmente il diritto riconosciuto alla moglie, nemmeno questo gli è stato concesso, questa volta dalla morte.

La morte non aspetta inutili circolari ministeriali o balletti tra maggioranze e minoranze del PD, e per questo sono ancora più colpevoli.

Ci sono situazioni che i parlamentari dai loro palazzi non vedono e non conoscono, dalle loro poltrone non possono capire che i malati hanno necessità di cure continue, che i loro famigliari oltre ad assistere i loro congiunti, hanno bisogno anche loro di tranquillità e sequestrare per 4 anni lavoratori e lavoratrici Q96 che hanno già acquisito diritti, anche da loro riconosciuti, è oltre che una vergogna, una dimostrazione della loro incapacità di governare un paese, di risolvere le più semplici situazioni, senza inchinarsi ai voleri dei potentati vari.

Discredito ancora maggiore, se è ancora possibile, si avrà fino a quando Quota96 resterà senza soluzione, aspettare i loro tempi è come affidarsi al boia, oppure rimanere in sospeso, come si fosse in attesa che qualche potente ti conceda la grazia.

Un tempo infinito che ti costringe, malgrado ormai hai già dato tutto, a continuare a lavorare fino all'ultimo atto ancora per anni.

 

Francesco Martino

(Comitato Lavoratori Q96 scuola)

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