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Venerdì, 29 Luglio 2016

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Quanta motivazione ci regala questa “buona scuola” !!! Lettera

di redazione
ipsef

Caos normativo, come pure integrativo, nella scuola. La stratificazione nonché la confusione normativa nel mondo della scuola è in netto aumento. Nei contratti integrativi di istituto i conflitti tra sindacati, RSU e dirigenti sono crescenti. Questi ultimi, supportati dalla Legge 107, ritengono opportuno seguire la 150 (Legge Brunetta),ma nel contempo si avvalgono anche del C.C.N.L. Scuola. Un vero guazzabuglio tutto all’italiana, perché le tre normative non sono sempre simmetriche e concordanti. Quindi c’è chi durante le trattative assume posizioni politiche, chi cerca di ricorrere al buon senso, chi si arrocca su
posizioni autoritarie che in fondo ricordano i capponi di Renzo. La tragicommedia raggiunge il culmine quando ci si accorge che la contrattazione di istituto per varie ragioni è ben distante dall’affrontare i problemi reali, ovvero gli ostacoli  alla produttività didattica,quali ad esempio l’indisciplina nelle classi (problema del tutto ignorato dai santoni della riforma).
Chi,come me, vive la scuola da più di trent’anni, gli ultimi sedici trascorsi nei professionali, sa che oggi lo sconforto è dominante anche grazie alla “buona scuola”, che in modo maldestro ha soppiantato un’urgente contrattazione nazionale. A chi giova questa situazione a dir poco grottesca quanto conflittuale?
Le problematiche irrisolte, o aggravate ulteriormente da direttive poco chiare, anche sul piano formale, sono numerose,qui posso accennarne solo alcune oltre alla suddetta : la mobilità del personale che, se non razionalizzata e semplificata, provocherà una pericolosa  deriva clientelare; l’alternanza scuola lavoro, eccessiva rispetto alle reali
strutture ricettive; l’organico di potenziamento spesso inopportuno tappabuchi, il comitato di valutazione rinnovato, vera e propria ciliegina purtroppo sulla frittata. Chi vive la scuola attivamente sa di cosa si parla. A sentire sottosegretari, e politici vari, l’autonomia scolastica sarebbe la panacea, sbandierata  quando non sanno come indicare, sul piano pratico, soluzioni univoche. Intanto è evidente che il perimetro giuridico dell’autonomia non è chiaro, spesso è un “fai da te” che mette in concorrenza gli istituti scatenando inutili e dannose rivalità.
Nel frattempo, in tutta questa confusione le iniziative interessanti, curate da docenti solerti, capaci di lavorare anche senza alcuna gratificazione, rimangono nel dimenticatoio, nonostante la premialità (v. Legge 107). La frustrazione cresce unita allo sdegno di chi lavora seriamente.
 Concludo  ricordando l’ennesima lezione preparata meticolosamente per una classe difficile del professionale con un docente del potenziamento, ebbene: cinque minuti prima di entrare in aula il collega mi dice con irritato sconforto: “Devo tappare un buco… una supplenza!”. Quanta motivazione ci regala questa “buona scuola” !!!

Vincenzo Zito

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