Giovedì, 30 Giugno 2016

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Qualche considerazione sul prossimo bando di concorso… Lettera

di redazione
ipsef

Silvia Salvatore - Gentile Redazione,

vorrei sottolineare i punti principali che, a mio avviso, caratterizzano un

concorso assurdo e anomalo come quello che sta per essere bandito, sicuro oggetto di contenziosi sia per ciò che concerne la tempistica del suo svolgimento, sia per il tipo di prove previste.

A tale proposito elenco i seguenti punti:

  • elevata discrezionalità di giudizio da parte della commissione esaminatrice, considerato che trattasi di prove aperte
  • presenza di 2 prove su otto in lingua straniera non contemplata nel corso degli esami di abilitazione
  • mancata considerazione dei 36 mesi di servizio validi per l’immissione in ruolo stabilito dalla Corte di Giustizia europea che ha condannato il MIUR per la reiterazione dei contratti a termine
  • attribuzione di un punteggio esageratamente elevato a titoli come il dottorato di ricerca ed abilitati TFA a discapito di quello previsto per gli anni di servizio prestato nella scuola .

Vorrei sottolineare come la qualità dell’insegnamento e/o il merito tanto decantato dalla nostra ministra e dal nostro Presidente del Consiglio, non dipende tanto dall’aver frequentato corsi di specializzazione nel proprio ambito e di aver superato prove “altamente selettive” come vengono definite quelle del TFA, quanto da ciò che si riesce a trasmettere in modo adeguato agli alunni che non chiedono solo una preparazione universitaria specialistica, ma l’utilizzo di un linguaggio chiaro ed appropriato al contesto in cui si opera.

Più volte i miei alunni, nel corso della mia esperienza più che decennale di insegnamento da precaria mi hanno mostrato gratitudine per quello che ho loro trasmesso, nonostante a volte mi sia dovuta violentare nell’ esprimere concetti prettamente scientifici attraverso parole semplici ed accessibili al loro vocabolario.

Purtroppo la maggior parte dei ragazzi oggi ha bisogno di essere continuamente stimolata e non tutti noi docenti siamo in grado o meglio siamo disponibili a soddisfare le loro esigenze con i corretti strumenti pedagogici.

I programmi stilati per il prossimo futuro bando, nella maggior parte dei casi non sono mai stati affrontati durante lo studio universitario né in quello specialistico. La questione non è di poco conto se si considera poi la discrezionalità sopra citata.

L’accorpamento così imponente di classi di concorso, infine, non è sinonimo di miglioramento di qualità dell’insegnamento, anzi è in netta contraddizione con ciò che i nostri governanti vogliono farci credere attraverso l’elevato punteggio attribuito a candidati che vantano corsi di specializzazione universitaria.

Cari colleghi, purtroppo siamo nelle mani di gente sostanzialmente incompetente che vuole a tutti costi far credere di essere dei grandi innovatori del sistema non comprendendo di essere lontani anni luce dalla sconsolante realtà della scuola italiana.

Una precaria amareggiata

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