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Sabato, 23 Luglio 2016

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Prove concorso ordinario docenti: lingua straniera introdotta dal Miur con intento punitivo

di redazione
ipsef

Le organizzazioni sindacali scolastiche della Valle d'Aosta Flc CGIL, CISL Scuola, SAVT École e SNALS, presa visione della bozza di Bando del MIUR per l'imminente Concorso Ordinario per l'immissione a ruolo di docenti di ogni e grado di scuola e per le diverse classi di concorso ed udite le parole del Ministro Giannini a tal proposito, deplorano la volontà ministeriale di far svolgere agli aspiranti ben un quarto della prova scritta in una lingua straniera a livello almeno B2.

Pur consapevoli che la conoscenza delle lingue e il plurilinguismo sono una connotazione virtuosa della scuola, non possiamo non denunciare il fatto che, fino alla data odierna, gli insegnanti precari della scuola secondaria che si sono preparati per partecipare al Concorso non hanno mai dovuto sostenere percorsi didattici in lingua straniera.

Ricordiamo che, dopo aver ottenuto la laurea con i requisiti previsti dai DD.MM. 39/98 e 22/05, dopo un percorso abilitante selettivo e faticoso quale il P.A.S. (Percorso Abilitante Speciale) o il T.F.A. (Tirocinio Formativo Attivo a numero chiuso), a nessuno degli aspiranti (tranne ovviamente agli abilitati all'insegnamento delle lingue straniere) è stato impartito né tantomeno richiesto l'apprendimento a livello B2 di una lingua straniera.

A questo punto ci chiediamo: se il MIUR intende sottoporre gli aspiranti a prove per cui non ha preparato i concorrenti, allora i quesiti che esigono risposte disciplinari in lingua straniera non sono forse introdotti per escludere e selezionare ingiustamente? È uno scandalo che non possiamo tollerare e che grava sulle spalle ormai spossate di tanti precari della scuola.

Se il MIUR ritiene opportuno che gli insegnanti di ogni disciplina conoscano le materie e le insegnino utilizzando anche una lingua straniera, allora il MIUR avrebbe dovuto includere nei percorsi universitari e di abilitazione dei docenti anche l'insegnamento di una lingua straniera, tantopiù che ogni corsista ha pagato migliaia di euro in tasse di frequenza. La lingua deve essere uno strumento di inclusione per tutti e non uno strumento di esclusione e penalizzazione da parte del MIUR per gli aspiranti docenti italiani.

A tal proposito Flc CGIL, CISL Scuola, SAVT École e SNALS Valle d'Aosta chiedono all'Assessorato regionale all'Istruzione di consentire agli aspiranti valdostani di rispondere ai quesiti delle prove utilizzando la lingua francese, in quanto la bozza del bando del MIUR prevede che la prova sia svolta in una delle seguenti lingue comunitarie: francese, inglese, tedesco e spagnolo.

La lingua francese è parte integrante, fondamentale, della nostra preparazione di studio e professionale. Chiediamo quindi di dare valorizzazione ed ulteriore significato al percorso scolastico svolto nella nostra regione - di fatto un atout linguistico che la nostra Regione fornisce alla propria comunità - e che sia messo a frutto anche in un'accasione così importante quale un concorso che permetterà a decine di aspiranti di ottenere un posto di lavoro a tempo indeterminato.

La richiesta di poter utilizzare la nostra langue 2, ovvero il francese, per rispondere ai quesiti previsti dalle prove concorsuali, non esclude certo la disponibilità dei docenti precari ad apprendere la lingua inglese a livello almeno B2 dopo l'avvenuta stabilizzazione, in un futuro percorso di puntuale formazione e aggiornamento.

p. le Organizzazioni sindacali scolastiche della Valle d'Aosta
La Segretaria del SAVT École
Alessia Démé

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