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Venerdì, 29 Luglio 2016

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Prima di parlare di conoscenze, competenze e contenuti, parliamo di serietà e rispetto. Lettera al ministro da una docente di II fascia

di redazione
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Caro Ministro, chi Le scrive è una docente abilitata con II ciclo TFA all’insegnamento della lingua Inglese.

A poche settimane dal prossimo concorso, ho deciso di scriverLe per fare chiarezza su qualcosa che esula un po’ dall’attuale dibattito “concorso sì/concorso no”.

Ecco, voi ci avete detto che saliranno in cattedra solo “i migliori”, che l’abilitazione è requisito indispensabile d’accesso, che dovremo dimostrare padronanza degli ambiti disciplinari e non, che è finita l’era del nozionismo.

Non siamo d’accordo, Ministro, perché voi ci avete imposto un percorso abilitante selettivo e noi, con fatica enorme, l’abbiamo superato, dimostrandovi già tutto quello che voi, anche giustamente, pretendete.

Ma non abbiamo alternative.

Ad aprile ci risiederemo al computer a dimostrarvi che quello che abbiamo studiato durante gli anni di università, di abilitazione e tirocinio, noi lo sappiamo. Anzi di più, noi lo amiamo, lo portiamo nel cuore e in classe giorno per giorno, ora per ora.

Se si fosse sottoposta al martirio del TFA, saprebbe che non siamo in cerca di scorciatoie, piuttosto di un dialogo costruttivo, che tenga in conto la nostra prospettiva.

Perché anche noi pretendiamo qualcosa da voi.

Pretendiamo di essere regolarmente pagati a fine mese, di non dover aspettare per ricevere ciò che ci spetta.

Quando dobbiamo usare il sistema Istanze On Line, vorremmo non dover contare sui cristalli e le fasi lunari. Ci aspettiamo che tutto funzioni seriamente e non procuri ritardi vergognosi nell’assegnazione delle supplenze, come è successo quest’anno.

Ci aspettiamo che quando pubblicate qualcosa in Gazzetta, (vedi riforma cdc) sia ben fatta e non ci siano errori grossolani che ci facciano pensare che a voi, di noi, non importa proprio nulla.

La stessa professionalità che chiedete a noi docenti precari, andatela a verificare costantemente tra chi è già in ruolo da anni, scoprireste cose raccapriccianti.

Fate dei controlli spietati nelle scuole paritarie, dove gli insegnanti non sono pagati, i diplomi regalati, l’educazione svilita.

Pretendiamo che un’abilitazione conseguita in Italia NON possa essere equiparata a una “conseguita” in Romania; che, se ci sono delle regole, debbano essere rispettate da tutti.

Insomma, prima di parlare di conoscenze, competenze e contenuti, parliamo di serietà e rispetto.

Siate seri, mostrate rispetto nei confronti nostri e del nostro lavoro e, vedrete, che non avremo problemi a dimostrarvi la nostra professionalità,

anche “computer based”.

Chiara Mercuri

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