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Venerdì, 26 Agosto 2016

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Precari, secondo canale per assunzione solo ad abilitati TFA. MIDA, inaudito escludere i PAS

di redazione
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comunicato MIDA precari - Divide et impera. “Ho chiesto, con il sostegno di altri colleghi, al Ministro Giannini di valutare seriamente la definizione di un secondo canale di assunzione a tempo indeterminato, mediante scorrimento delle graduatorie”

Sostiene giustamente il Senatore Francesco Scalia, peccato che poi aggiunga: “per gli abilitati dei Tirocini Formativi Attivi. Questo in virtù del processo abilitativo conseguito, equiparabile in toto ad una procedura concorsuale”.

Che il Pd non avesse a cuore il lavoro, il rigore professionale, l’esperienza legata al curriculum, quindi il merito acquisito nel corso degli anni, si era arguito dall’abominevole Jobs Act, quindi niente di nuovo sotto il sole. Turba tuttavia sentire un Senatore della Repubblica, alla vigilia di un concorso che seleziona persone già ampiamente selezionate dai percorsi abilitanti, che questa procedura può essere evitata solo da una parte dei candidati (Tfa), come se l’altra parte (Pas) non sia stata ugualmente selezionata.

Delle due l’una: o il Senatore non conosce sufficientemente come si sono svolti i due percorsi abilitanti, il che sarebbe comunque grave dato il ruolo che ricopre, o reputa l’uno (il Tfa) di qualità superiore all’altro (Pas). Inaudito.

Vero, semmai, il contrario. Chi aveva i titoli per accedere al Pas doveva possedere come requisito minimo almeno 3 anni di servizio (nel privato basta questo per essere assunti) e, oltre a ciò, sostenere 9 esami scritti, 9 orali e tesi finale discussa davanti ad un funzionario del Miur per poter conseguire il titolo.

Chiediamo quindi al Senatore una rettifica, data la sicura buona fede delle sue parole, dovuta sicuramente a inadeguata conoscenza dei fatti. La sua intenzione è ottima, sostituisca all’espressione “per gli abilitati dei Tirocini Formativi Attivi”, l’espressione corretta “per gli abilitati di II fascia d’Istituto”.

Se ciò non dovesse accadere, siamo autorizzati, con dispiacere, a pensare che il Senatore tiene in scarsa considerazione i lavoratori della scuola e probabilmente pensa di trarre un qualche vantaggio fomentando una dolorosa guerra fra poveri. “Divide et impera” è il motto del Pd, francamente non vorremmo che il Senatore Francesco Scalia ne fosse ulteriore fautore, instauriamo invece con convinzione una “pax” che rassereni tutti gli animi.

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