Mercoledì, 29 Giugno 2016

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"Petaloso" una parola fresca, figlia dell'incontaminata spontaneità. Lettera

di redazione
ipsef

Insomma, se ne parla ormai da giorni del bambino "casualmente" prodigio, del giovane onomaturgo, che ha saputo arricchire la lingua italiana di un neologismo, con quella parola che suscita di per sè curiosità, incanto, stupore e ammirazione: "petaloso". Un esempio costruttivo di chi, dal lato della sua inesperienza ed ingenuità, forgia un nuovo termine, ormai sulle bocche di tutti, grazie anche all'iniziativa della maestra che ha saputo valorizzare la creatività del tenero discente, la stessa insegnante "sui generis" peraltro che in occasione delle vacanze pasquali dell'anno scorso, si era distinta, in controtendenza rispetto a molti docenti, invitando i propri alunni "a fare delle dormite riposanti, a non stare chiusi in casa, magari davanti ad un videogame ma a giocare all'aperto, e in caso di viaggi a guardare e ad ammirare i paesaggi circostanti". Una maestra entusiasta del proprio lavoro in grado di "accarezzare" l'immaginazione del bambino, senza tarparne le ali.

Comunque ritornando al nuovo lemma, "un'eccellenza linguistica" promossa dalla rigorosa e selettiva Accademia della Crusca, che premia anche la sincerità, l'unicità e l'innocenza candida dell'infanzia, a fronte anche di quelle parole "malate e invecchiate", che hanno tradito invece le loro origini virtuose, "bocciate" da un utilizzo distorto da parte degli uomini, sicuramente più scaltriti e scafati (si pensi alla parola "ministro", servitore della comunità, l'uso improprio da parte di non pochi politici corrotti...).

"Petaloso" una parola fresca, figlia dell'incontaminata spontaneità... un fiore che sboccia, rigoglioso di vita e che infonde speranza! Sarà forse anche per questo che la nota istituzione linguistica e filologica italiana l'accoglierà probabilmente, nel tempo, nel suo già ricco vocabolario.

Claudio Riccadonna Ala

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