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Sabato, 30 Luglio 2016

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Perchè bloccare l'aggiornamento delle GAE? Lettera

di redazione
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Cari amici di Orizzonte Scuola, mi chiamo Fabio Silvestri e sono un docente di Filosofia e Storia, iscritto nelle graduatorie ad esaurimento della provincia di Frosinone, dalle quali non mi sono mai spostato sin dalla prima iscrizione del 2003.

Devo dire, innanzitutto, di non avere, per una scelta legata alla difesa di uno specifico percorso didattico e professionale, preso parte alla cosiddetta "Fase C" del piano straordinario di assunzioni, perchè onestamente poco rispettoso delle specificità culturali dei singoli docenti, e perchè, politicamente, non abbastanza chiaro, pur se rispondente a legittimi problemi ed a legittime difficoltà emergenti dal mondo scuola, che il governo ha dovuto dal proprio punto di vista affrontare.

Ma a questo proposito credo che il governo stesso, anzichè parlare di una riforma straordinaria ed innovativa, avrebbe fatto meglio a parlare chiaramente ed a precisare che esistevano delle difficoltà concrete da fronteggiare ( dalla sentenza europea alla mancanza di sufficiente personale di sostegno, per esempio), facendo in questo senso direttamente appello al personale docente, soprattutto precario, disponibile a riconvertirsi, in cambio di una stabilizzazione, su incarichi di tipo in parte diverso rispetto ai ruoli ricoperti abitualmente. Il che sarebbe stato, secondo me, un'onesta ed apprezzabile (sul piano politico) dimostrazione di pragmatismo.

Ma la ragione per cui Vi scrivo è connessa ad un altro provvedimento, in esame alla Camera, che dovrebbe portare ad un blocco pluriennale delle graduatorie ad esaurimento, con particolare riguardo ai docenti iscritti nella prima fascia delle graduatorie di Istituto.

Che senso ha, anche sul piano del pragmatismo politico, un provvedimento di questo genere che, nei fatti, si profila nei termini di una grave violazione della libertà dei cittadini di scegliere sedi di lavoro collegate anche alle necessità del proprio nucleo familiare, duramente messo alla prova da provvedimenti che impongono alle persone "vite a distanza" che certamente non giovano, in termini di progresso e di benessere sociale, alla nazione stessa, che il governo, istituzionalmente, ha il compito di governare ed interpretare.

Senza contare che, ancora sul piano politico, si tratta di un provvedimento che, come il caso del suddetto piano straordinario di assunzioni, "cambia le regole durante il gioco", con ovvi dubbi e perplessità anche di tipo etico, perchè non permette ai singoli individui di pianificare, o quantomeno tentare di farlo, il proprio non facile futuro.

Provvedimento che, oltretutto, appare del tutto fuori luogo in un momento in cui tante e diverse voci, governative e non governative, si levano, sia pure in forme diverse, in favore di un qualcosa che comunque assume un valore fondamentale per la vita di tutti noi e di ciascuno di noi: quel qualcosa che siamo comunque abituati a chiamare "famiglia".

Vorrei concludere questo breve "cahier de doleances" invitando tutti ad una seria riflessione di opportunità, prima ancora che di merito, su questo argomento, e richiamando in causa le profetiche parole di Max Planck: "...ho visto il futuro e non mi piace".

Fabio Silvestri

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