Sabato, 28 Maggio 2016

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Perché bisogna pagare un "pegno" per avere il tanto desiderato trasferimento? E perché dovrebbero pagarlo solo gli immobilizzati interprovinciali? Lettera

di redazione
ipsef

Sono una docente "immobilizzata', entrata di ruolo nel 2009 da concorso regionale bandito nel 1999 (facile fare i conti per sapere quanti anni ho aspettato prima di raggiungere questo traguardo).

Sono stata immessa in ruolo in una provincia diversa (e molto lontana) da quella in cui risiedo. Ho dovuto scegliere immediatamente se accettare o meno (non mi sono stati dati dieci giorni di tempo per aspettare intanto di avere un incarico annuale ed evitare di spostarmi, come invece gentilmente é stato concesso ai neoimmessi).

Io il mio anno di prova l'ho fatto fuori, lontano dalla mia famiglia (marito e due figlie .... si perché, per chi non lo sapesse, anche noi "immobilizzati" abbiamo una famiglia!!!).

Ho accettato felice, perché pensavo che sarei rientrata in provincia, era solo questione di tempo... dovevo superare il famoso vincolo dopo l'assunzione. Non é stato così peró. Ho superato il vincolo. Eppure, sono ancora lontana!

Ho assistito all'immissione in ruolo di tanti colleghi che erano dopo di me nelle GAE della mia provincia (dalle quali sono stata depennata) e che proprio per questo hanno avuto la fortuna di essere assunti "a casa" e mi dicevo che prima o poi sarebbe toccato anche a me riavvicinarmi. Invece? Nessun trasferimento per me....e da due anni neanche assegnazione provvisoria, per tutta una serie di motivi che evito di scrivere!

Arriva la Buona Scuola, che secondo me di buono non ha proprio niente (ovviamente é una mia opinione) e che rivoluziona tutto senza tenere conto del fatto che gli insegnanti non sono NUMERI, ma PERSONE e che come tali devono essere trattati!

Certo, sono stati mmessi in ruolo tantissimi docenti, ma a che prezzo? E con quali criteri? Quante disparità e quante ingiustizie ci sono state e quante continueranno ad essercene? Fase zero, A, B, C, ora tutti (o quasi) sono rimasti scontenti, ognuno per motivi diversi, compresi quei colleghi che osannavano questa riforma (lasciatemelo dire.... soltanto perché si erano fermati alla lettura della parte che riguardava le nuove immissioni, senza leggere tutto il resto).

Dulcis in fundo.... ci siamo noi.... i docenti immobilizzati, quelli che sono stati assunti prima della riforma, tantissimi di noi molti anni addietro, quelli di cui nessuno (fino a poco tempo fa) ha mai parlato, quegli sconosciuti che da anni fanno sacrifici e che ancora aspettano il trasferimento.

C'è voluto un gruppo su fb per farci conoscere e per far sapere a chi ci governa e a chi dovrebbe tutelarci (i sindacati) che esistiamo e che anche noi abbiamo dei diritti che non possono essere calpestati e delle famiglie alle quali da troppo tempo vogliamo
ricongiungerci.

Ma cosa dice la normativa sulle assunzioni e sulla mobilità nella P.A.? C'è UNA immissione in ruolo? Prima ci deve essere UN trasferimento. Questo prevede la normativa. E invece? La legge n. 107/2015 ha stabilito più di 100.000 immissioni in ruolo ma non ha esperito prima di queste la mobilità (ovvero lo stesso numero di trasferimenti). Il tutto "per problemi tecnici", ancora oggi sconosciuti. La mobilità straordinaria, che avrebbbe dovuto essere esperita lo scorso anno, prima di TUTTE le assunzioni, é
stata infatti rinviata al 2016/17 (comma 108 della L. 107/2015).

E ancora.... La riforma prevede che tutti gli immessi in ruolo PRIMA della L 107/2015 che avevano una sede, se chiederanno mobilità (provinciale, interprovinciale o professionale) la perderanno (così come i soprannumerari... altra assurdità), finendo negli ambiti territoriali, con le conseguenze ormai note a tutti, come se si dovesse pagare un pegno per avere il trasferimento.

Premesso che gli ambiti sono stati contestati (purtroppo inutilmente) da tutti i docenti che nella scuola ci lavorano, a differenza di chi "partorisce" queste soluzioni, e che non dovrebbero esistere per nessuno, una volta che sono stati creati per i neoassunti in
fase B e C (che facendo domanda li hanno accettati pur di avere l'immissione), perché sono stati estesi a chi l'immissione l'aveva avuta prima della loro "invenzione "? Domanda senza risposta!

Ma non é ancora finita! Cosa stanno facendo ancora? Stanno pensando di lasciare la titolarità su una sede (e non su ambito) solo a chi ha già la fortuna di essere in provincia, escludendola per chi chiede mobilità interprovinciale. Eppure la legge é fin troppo chiara a tale proposito, prevedendo (purtroppo!) per chiunque chieda mobilità (senza alcuna differenza tra quella provinciale, quella interprovinciale e quella professionale) il trasferimento in un ambito territoriale (non più su scuola).

Perché questa disparità di trattamento tra docenti che secondo la legge devono essere trattati allo stesso modo? La risposta sembra non avere nessuna logica, visto che sembrerebbe che questa bella idea sia nata per evitare differenze tra i neoimmessi in fase 0 ed A (che avranno titolarità su sede) e i docenti già di ruolo (solo in provincia). Ma si sono dimenticati che chi chiede trasferimento interprovinciale ha gli stessi diritti di chi lo chiede in provincia? E soprattutto, si sono dimenticati che proprio la LEGGE n. 107/2015 prevede lo stesso trattamento per entrambi i tipi di mobilità? O forse pensano che gli immobilizzati fuori provincia debbano essere gli unici a pagare il pegno del trasferimento? E se così fosse, PERCHÉ?

Troppe domande, nessuna logica, perché non si può eliminare una disparità creandone un'altra. Non si possono equiparare i neassunti di fase B e C (che hanno fatto domanda accettando ció che comportava la legge in base alla quale sono stati immessi) a chi invece di ruolo lo era da prima, solo che per sua sfortuna é fuori provincia, confermando la sede su scuola solo a chi in provincia c'é già.

Ecco perché é giusto , al fine di evitare inutili e dispendiosi contenziosi, che per l'anno scolastico 2016/2017 a tutti i docenti assunti entro il 2014/2015 che chiederanno mobilità (provinciale, interprovinciale o professionale) sia data la possibilità di scegliere singole istituzioni scolastiche e non ambiti territoriali, ovviamente nel rispetto della precedenza su tutti i posti disponibili in organico dell'autonomia (compresi quelli di potenziamento ) occupati provvisoriamente dai neoassunti, così come previsto dal comma 108 della L. n. 107/2015.

Grazie per l'attenzione
Daniela (docente immobilizzata)

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