Giovedì, 30 Giugno 2016

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Organico di fatto nell'organico dell'autonomia. Quali conseguenze per mobilità e assunzioni 2016

di Nino Sabella
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La VII Commissione cultura alla Camera ha votato una relazione, nella quale i parlamentari componenti della medesima hanno chiesto di far confluire l'organico di fatto nell'organico dell'autonomia.

La detta richiesta, qualora fosse accolta, avrebbe delle conseguenze (positive) che porterebbero a una rivoluzione nel modo di intendere gli organici da parte del Ministero e realizzerebbero quelloche da tempo le organizzazioni sindacali e molti operatori del mondo della scuola chiedono, ovvero il superamento della distinzione tra organico di diritto e organico di fatto.

È chiaro che i posti dell'OF da far confluire nell'organico dell'autonomia devono essere quelli privi di titolare e non quelli disponibili in seguito a esoneri, dottorati di ricerca, distacchi sindacali..., il cui titolare dovrà o potrà rientrare.

L’accoglimento della richiesta dei parlamentari della VII Commissione cultura alla Camera farebbe aumentare in modo esponenziale i posti vacanti e disponibili (soprattutto per il sostegno) e conseguentemente segnerebbe la fine della cosiddetta “supplentite”.

I primi beneficiari di un provvedimento del genere sarebbero i docenti “immobilizzati”, che potrebbero avere a disposizione, per le operazioni di mobilità territoriale e professionale, un numero maggiore di posti a disposizione per rientrare nella provincia di residenza.

Diciamo i primi beneficiari, in quanto i docenti immessi in ruolo entro l'anno scolastico 2014/15 richiederanno il trasferimento e/o passaggio di ruolo/cattedra prima dei neo immessi in ruolo, come recita l'art. 1 comma 108 della legge n. 107/2015: “Per l'anno scolastico 2016/2017 e' avviato un piano straordinario di mobilita' territoriale e professionale su tutti iposti vacanti dell'organico dell'autonomia, rivolto ai docenti assunti a tempo indeterminato entro l'anno scolastico 2014/2015. Tale personale partecipa, a domanda, alla mobilita' per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia, di cui all'articolo 399, comma 3, del testo unico di cui aldecreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, per tutti i posti vacanti e disponibiliinclusi quelli assegnati in via provvisoria nell'anno scolastico 2015/2016 ai soggetti di cui al comma 96, lettera b),assunti ai sensi del comma 98, lettere b) e c). Successivamente, i docenti di cui al comma 96, lettera b), assunti a tempoindeterminato a seguito del piano straordinario di assunzioni ai sensi del comma 98, lettere b) e c), e assegnati su sedeprovvisoria per l'anno scolastico 2015/2016, partecipano per l'anno scolastico 2016/2017 alle operazioni di mobilita'su tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, ai fini dell'attribuzione dell'incarico triennale…”

L'eventuale suddetto provvedimento potrà essere utilissimo anche ai docenti delle GaE immessi in ruolo nelle Fasi B e C destinati probabilmente, stando alla normativa vigente, a occupare (almeno la maggior parte) i posti del centro-nord, quando invece molti di essi provengono dalle regioni meridionali della penisola.

In ultimo, potrebbero beneficiarne i docenti rimasti in GaE e i partecipanti al prossimo concorso, che avrebbero a disposizione un numero maggiore di posti disponibili per le immissioni in ruolo.

A parere di chi scrive, l'accoglimento della richiesta di far confluire i posti dell'organico di fatto inquello dell'autonomia non solo sarebbe assai gradito alle diverse categorie (immobilizzati, assunti infase 0, A, B, C, dalle GaE o dalle GM) di docenti ma sarebbe un provvedimento di fondamentale importanza per la continuità didattica, perché se è innegabile che il governo ha stabilizzato circa 80.000 precari, lo è altrettanto il fatto che le supplenze conferite nel corrente anno scolastico sonoancora assai numerose.

I benefici suddetti non riguarderebbero, purtroppo, i docenti immessi in ruolo nelle fasi 0 e A dalle GaE e quelli immessi nelle fasi B e C dalle GM (vedi articolo: Mobilità straordinaria 2016/17: il caso dei neoassunti da graduatorie concorso 2012), che sono i soli, allo stato dell'arte, ad essere sottoposti al vincolo triennale di permanenza nella provincia di immissione.

Vero e' che i docenti assunti in fase 0 e A sono stati immessi nella provincia di iscrizione in GaE, ma è altrettanto vero che molti di essi si erano spostati, nel corso dell'aggiornamento del 2014, in province diverse da quella di residenza proprio per conseguire l'agognato ruolo. E ci sono anche i docenti i cui  ruoli sono stati assegnati da gm 2012 delle fasi 0 e A in province diverse da quelle di residenza. 

I sindacati, nel documento unitario presentato al Miur chiedono di permettere a tutti i neoassunti la mobilità interprovinciale.

“Organico autonomia, parlamento chiede per2016/17 inserire anche organico fatto. Utile per assunzioni e mobilità” .

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