Martedì, 24 Maggio 2016

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Opzione donna: cosa cambia con la Legge di Stabilità 2016

di Lucrezia Di Dio
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Con la Legge di Stabilità 2016 il regime sperimentale Opzione Donna viene esteso per tutto il 2016 ad esclusioni delle lavoratrici nate negli ultimi 3 mesi del 1958.

Questo per l’adeguamento alla speranza di vita.

L’Opzione Donna è il regime sperimentale introdotto dalla Legge Maroni dei 2004 che permette alle lavoratrici dipendenti e autonome di andare in pensione all’età di 57 e 3 per le dipendenti e 58 anni e 3 mesi per le autonome, accettando, di contro, che l’assegno previdenziale sia calcolato interamente con il sistema contributivo.

L’INPS ha interpretato, però, il termine stabilità per il regime sperimentale del 31 dicembre 2015, come data di decorrenza della pensione e non come termine per la maturazione dei requisiti e con due circolari, nel 2012, ha accorciato di un anno la durata dell’opzione donna poiché, solo per questo regime, sono rimaste in vigore le finestre mobile che non fanno coincidere la decorrenza della pensione con il raggiungimento dei requisiti: 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le lavoratrici autonome.

La Legge di Stabilità apporta una importante modifica all’interpretazione dell’INPS portando la durata del regime sperimentale fino alla fine del 2015, indipendentemente dalla decorrenza della pensione.

In realtà il governo lasciando l’incidenza della speranza di vita permetterà di  accedere al regime sperimentale le lavoratrici dipendenti (sia del settore pubblico che di quello privato) nate entro il 30 settembre 1958 e le lavoratrici autonome nate entro il 30 settembre 1957 (poiché per le autonome il requisito anagrafico richiesto è maggiore di un anno). In questo modo le nate nell’ultimo trimestre del 1957 (per le autonome) e del 1958 (per le dipendenti) saranno di fatto tagliate fuori dal regime sperimentale.

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