Visualizza versione mobile

Venerdì, 29 Luglio 2016

mnemosine
SERVIZI
SPECIALI ESPANDI

Oggi mi sveglio con la rabbia di non aver potuto prendere quel treno. Lettera

di redazione
ipsef

Anna - Mi chiedo perché dopo anni di studi, di passioni, di dedizione per la scuola, il mio mondo, la mia professionalità, come un baleno devo vedermi svanire sogni, quei sogni di una vita.

Ho 44 anni, 3 lauree, l’ultima conseguita nel 2012, 3 master post laurea, 8 anni di precariato , 7 dei quali con incarichi annuali, due figli, ed un marito, che proprio poco prima del famoso 14 agosto, termine ultimo per partecipare al piano straordinario ha subito due interventi per l’asportazione di un tumore, precisamente il 15 e 30 luglio.

Convocata nella fase A nel sostegno, torno a casa senza ruolo, perché nella mia provincia non sono avanzati posti dalla fase 0, di persone con la mia stessa qualifica ce ne sono tante. Ho passato notti insonni, i pensieri erano tanti, finalmente passava il mio treno, partecipare alle fasi nazionali. Per mia grande fortuna ho lavorato la maggior parte dei miei anni nel sostegno, quella qualifica però che con certezza mi avrebbe portato altrove.

La legge prevedeva che entro 10 giorni dalla proposta della sede, decisa da un computer, avrei dovuto raggiungere la sede di destinazione. Dai miei calcoli, Modena, Milano, Lodi, come potevo lasciare la mia famiglia, in un momento così doloroso. Le certezze di stare lontano dai miei cari erano troppe. Non partecipo a quella che ho sempre definito “ una lotteria”.

Oggi mi sveglio con la rabbia, di non aver potuto prendere quel treno. Sindacati che cercano di facilitare il rientro di tutti coloro che hanno firmato consapevolmente, che sarebbero dovuti andare a lavorare in una delle 100 sedi italiane. Sento che tentano di trovare la strada per eliminare le storture tra fase B e C.

Io non ho partecipato proprio perché le storture erano troppe, chi aveva meno punti e meno esperienza aveva più possibilità di restare nella propria provincia. Poi chi aveva incarico annuale almeno per quest’anno è riuscito a restare nella propria sede, ma ad oggi mi chiedo, io quando aggiorno le Gae , ormai da anni, chiedo lavoro a tempo determinato e indeterminato; ormai da 7 anni ho incarichi annuali, vuol dire che nella mia provincia per 7 anni c’è stato bisogno di me, della mia modesta competenza. Dal prossimo anno temo di non lavorare più, 200 persone con meno punti di me hanno partecipato a questa lotteria, potranno con le nuove regole, ( non quelle all’atto del bando) ritornare vicino ai famigliari. Io ormai tra le prime dovrò indietreggiare forzosamente. Adesso però potrò partecipare al concorso! Con quale tempo lo preparo (tra casa, scuola e ospedale)!

44 anni di passioni per la scuola, di soldi spesi per autoaggiornamento, di sogni che svanoscono.

Resto vicino a mio marito, nel periodo più brutto che la vita ci possa destinare, non auguro a nessuno di vivere l’inferno che ho dentro.

Anna

Versione stampabile
anief anief
anief mnemosine eiform


In evidenza