Martedì, 31 Maggio 2016

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OCSE Pisa 2012: peggiori le private finanziate dallo Stato e divario tra indirizzi di studio

di redazione
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dp - Ci sono differenze sostanziali nei risultati raggiunti dalle rilevazioni PISA 2012 tra scuole diverse, ma anche tra scuole statali, non statali indipendenti e finanziate dallo Stato. Vediamo i particolari

Si è un po' raffreddato il dibattito intorno ai risultati dell'ultimo test internazionale per misurare le competenze dei quindicenni di vari paesi del mondo.

L'Italia, si è detto, è migliorata, si è messo in evidenza il solito divario tra Nord e Sud (sul quale ci riserviamo nuovi interventi), ma poco si è detto del divario esistente tra le scuole non statali e quelle statali, nonché del divario tra i vari istituti.

Partiamo dai secondi. 

Non è certo una scoperta dell'OCSE che in Italia ci sono delle differenze sostanziali nel raggiungimento delle competenze tra un istituto professionale, un tecnico ed un liceo.

A dimostrarlo già le prove Invalsi 2012/13 che hanno visto uno scarto del 26,46% di risposte corrette nella prova di matematica tra la tipologia peggiore, comprendente gli Istituti professionali (Settore Servi), con un 29,38%, e quella migliore, comprendente i Licei Scientifici (Opzione Scienze Applicate), con un 55, 84%.

Non molto diverso l'ambito della prova di italiano che vede la peggiore categoria negli Istituti professionali (Settore Industria e Artigianato), con un 45,39% di risposte corrette, e i Licei scientifici (Opzione Scienze Applicate), con il 70% (fa riflettere la differenza nella competenza di Italiano, come il Liceo classico venga superato dai licei scientifici e linguistici).

Anche l’indagine PISA evidenzia che l’Italia registra una variabilità superiore alla media dei risultati in matematica tra diverse scuole. In Italia, infatti, oltre la metà (51,7%) della variabilità complessiva dei risultati in matematica è riconducibile al divario tra istituti scolastici: ciò significa che, anche nel caso dei test internazionali, due studenti che frequentano due istituti scolastici differenti ottengono spesso risultati di livelli molto diversi.

Riportiamo il confronto effettuato dall'OCSE

Come si può constatare, i risultati peggiori si riscontrano negli sitituti Professionali e nei Centri di formazione professioanle, mostrando nel complesso, una percentuale negativa superiore rispetto alla media OCSE.

Ciò che deve maggiormente preoccupare è che tra il 2003 e il 2012, l’indice di variabilità tra scuole è rimasto praticamente stabile. 

Le cause? Inutile nasconderci dietro ad un dito: gli istituti professionali e in parte quelli tecnici vengono frequentati soprattutto da studenti che non hanno raggiunto buoni risultati scolastici durante i percorsi precedenti, che hanno scarsa motivazione e spesso scarso interesse nel prosieguo degli studi.

Gli indirizzi di studio, partendo da quelli professionai per arrivare ai Licei, rispondono spesso ad un gradiente corrispondente ad una diversa provenienza sociale.

C'è, di conseguenza, anche un altro aspetto da analizzare. Infatti, i Paesi che si collocano nella fascia dei risultati migliori tendono a distribuire in modo più equo le risorse destinate all’istruzione tra istituti scolastici più favoriti sotto il profilo socioeconomico e istituti più svantaggiati. E l'Italia? Secondo l'OCSE,  in Italia, le scuole con una maggiore popolazione di studenti svantaggiati tendono ad avere meno risorse rispetto alle scuole con una popolazione più favorita di studenti. 

Un suggerimento che dovrebbe essere preso in considerazione a livello minsiteriale.

Andiamo al nostro secondo argomento. I risultati delle scuole non statali.

Non è una novità la bassa performance delle nostre scuole non statali. Già nella precedente rilevazione, l'Ocse evidenziava che la performance di lettura tra studenti quindicenni della scuola privata e della scuola pubblica propende nettamente a favore della prima.

Non si tratta di una particolarità tutta italiana, infatti l’Ocse scrive che: “In Ungheria, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Nuova Zelanda e nel Regno Unito le differenze nelle prestazioni, corrette per i fattori socio-economici dell'ambiente di provenienza sia degli studenti che delle scuole, pendono in grado statisticamente significativo a favore delle scuole pubbliche". Sebbene, il divario a favore della scuola pubblica italiana è il più alto rispetto agli altri Paesi considerati dall’OCSE.

A ciò, l'OCSE aggiunge che nelle scuole pubbliche italiane è migliore anche il "clima disciplinare".

Anche le ultime rilevazioni, quelle del 2012, mostrano tale divario. Il grafico che riportiamo è stato pubblicato dall'Associazione Articolo 33 e riguarda un parallelismo tra le scuole pubbiche, le private indipendenti e quelle finanziate dal Governo, secondo i dati forniti dall'OCSE

Come si potrà constatare, i peggiori risultati sono raggiunti proprio dalle scuole private con finanziamento pubblico.

OCSE-Pisa 2012

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