Sabato, 28 Maggio 2016

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Non consentita organizzazione in orario scolastico di attività di natura religiosa

di Lalla
ipsef

inviato da Cobas Scuola - In prossimità delle festività pasquali, i Cobas ricordano ai Dirigenti Scolastici che nelle scuole non è consentita l’organizzazione o la partecipazione in orario scolastico ad atti di culto, celebrazioni o a qualsiasi altra attività di natura religiosa così come espressamente previsto dalla sentenza del T.A.R. Emilia Romagna n. 250/1993 e dalla successiva C.M. prot. n. 3084/1996.

La lettera inviata alle istituzioni scolastiche e ai dirigenti degli uffici scolatici regionale e provinciali della Sicilia

Precetto Pasquale ed altre attività di natura religiosa 
 
Cobas Scuola Sicilia - In prossimità delle festività pasquali, questa O.S. ricorda ai Dirigenti Scolastici che alle scuole non è  consentito  a nessun titolo  l’organizzazione o  la partecipazione  in orario scolastico  ad  atti di  culto,  celebrazioni  o  a  qualsiasi  altra  attività  di  natura  religiosa  (Precetto  pasquale,  ecc.)  così  come  espressamente  previsto  dalla sentenza  definitiva  del  T.A.R.  Emilia  Romagna  n.  250/93.  I  principi 
espressi nella citata sentenza fatti propri dal Ministero dell’Istruzione con CM   Prot. N. 3084 1996,  affermano infatti che: 

a) gli atti di culto, le celebrazioni religiose, ecc.. non sono né attività scolastiche, né extrascolastiche; 

b) tali attività non hanno nulla a che fare con l’insegnamento della religione cattolica; 

c)  il fatto  più  grave  e  antigiuridico  è  che  le  pratiche religiose  e  gli  atti  di  culto  abbiano  luogo  e  svolgimento in orario scolastico cioè negli orari destinati alle normali lezioni, all’insegnamento delle  materie oggetto dei programmi della scuola statale e vengano perciò previsti in luogo e in sostituzione  delle normali ore di lezione; 

d) immaginare che il compimento di atti di culto possa rientrare nella categoria e nel quadro delle  attività extrascolastiche si configura una evidente violazione della legge e della Costituzione; 

e)  la  facoltà  di  parteciparvi  o  meno  non  elimina  il  fatto  obiettivo  del  turbamento  e  dello  sconvolgimento  dell’attività  scolastica,  consistente  nella  soppressione  dell’ora  di  ordinario  insegnamento e nella previsione,  in  luogo di  essa, della effettuazione di una  attività  estranea  alle  finalità della scuola statale anche se deliberata contra legem dagli organi collegiali o proposta dalle  componenti studentesche. 

Pertanto la scrivente O.S., nel dichiararsi disponibile ad ogni chiarimento in merito, preannuncia sin  d’ora che in caso di conoscenza o notizia di violazione delle disposizioni citate rinvierà all'accertamento  dell’Autorità giudiziaria la sussistenza dell'ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio in danno  degli studenti al fine del perseguimento di ogni responsabilità accertata. 

Per il Coordinamento Regionale Siciliano

Prof.ssa Candida Di Franco

 

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