Martedì, 24 Maggio 2016

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No alle telecamere in classe. Gissi (CISL): peggio del male che si vuol curare

di admin
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Controlli video contro gli episodi di violenza nelle scuole dell'infanzia? A chiederlo un servizio di Repubblica, ma la CISL non è d'accordo. : "Chi si rende responsabile di comportamenti inaccettabili e incompatibili col profilo di educatore va perseguito e allontanato dalla scuola, ma non è giusto, né utile, nè accettabile mettere sotto sorveglianza un’intera categoria di persone che svolgono con coscienza e capacità, ogni giorno, il proprio lavoro. Prima di ipotizzare sofisticati sistemi controllo, ci si preoccupi di dare alla scuola e al suo personale quell’apporto di fiducia che è essenziale per sostenere il difficile compito di chi è chiamato a istruire e educare a nome e per conto dell’intera comunità.

C’è una sproporzione insopportabile fra il clamore per circoscritti episodi, comunque esecrabili, e il silenzio sulle quotidiane fatiche di migliaia e migliaia di insegnanti. Anche il mondo dell’informazione dovrebbe farsi, a questo proposito, qualche domanda, quando si innesca una vera e propria caccia alle streghe. Non ci possono essere giustificazioni e impunità quando si accertano fatti di questa natura, ma è proprio per tutelare la qualità e l’efficacia del rapporto educativo che ci si deve chiedere se sia giusto e opportuno applicare alle scuole sistemi da “grande fratello”. A noi pare proprio di no, si tratterebbe di un rimedio peggiore del male. Non è così che si difendono i diritti dell’infanzia, facendo dei bambini e dei loro insegnanti una comunità di sorvegliati speciali. Ci pare che le stesse dichiarazioni del Garante per la privacy vadano in questa direzione.

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