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Martedì, 30 Agosto 2016

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NO alla concessione indiscriminata delle assegnazioni provvisorie - rischiamo di non lavorare più! - risposta all'on. Centemero (FI). Lettera

di redazione
ipsef

Da diversi mesi, i neoassunti della fasi B e C stanno esercitando fortissime pressioni sul governo, sul MIUR, sui sindacati e sui media per ottenere la concessione indiscriminata delle assegnazioni provvisorie, in deroga al vincolo triennale.
Dicono che non è giusto essere separati dalle loro famiglie. Eppure dicevano di essere disposti a tutto pur di avere il RUOLO.
Chi non ha partecipato al piano di assunzione straordinario non ha ritenuto opportuno sottoporsi ad un misterioso algoritmo di assegnazione delle cattedre nè tantomeno alla lotteria della mobilità straordinaria su territorio nazionale.
Nessuno vuole o può dire quale sia stata la scelta migliore, ma è inaccettabile che si cerchino di modificare le regole che quelle scelte hanno determinato.
Tutto era chiaramente scritto nella L. 107/2015.
I neoassunti di fase B e C, precari fino a pochi mesi fa, vogliono delegittimare ed affondare definitivamente i colleghi con i quali hanno lavorato fianco a fianco e con i quali hanno condiviso battaglie e parte del loro percorso professionale: VOGLIONO LASCIARLI SENZA LAVORO! Già, perché la totale occupazione dell'organico di fatto con le assegnazioni provvisorie lascerebbe drammaticamente tutti i docenti delle GaE SENZA INCARICHI ANNUALI! 45.000 FAMIGLIE SENZA LA POSSIBILITA' DI SOSTENERSI!
Egregio, on. Centemero perchè sostenete le loro richieste? Perchè non sostenete i nostri diritti, maturati a seguito di una pluriennale permanenza nelle GaE? Perchè non chiedete il rispetto delle "regole" previste dalla L. 107? Tutto era noto a tutti: bastava leggere!
Non facciamo richieste assurde, ma chiediamo soltanto di poter continuare a lavorare in attesa del ruolo, chiediamo il semplice rispetto dei nostri diritti. Siamo una colonna portante della scuola italiana da anni, non possiamo essere accantonati. Non lo accetteremo. Mai.
Date voce a noi precari, non lasciate che si consumi questa ennesima INGIUSTIZIA!

Vi porgiamo i nostri saluti, certi di un vostro riscontro.

 
Michele Maria Pavoletto
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