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Mercoledì, 27 Luglio 2016

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No al limite dei 36 mesi di supplenza a partire dal 1 settembre 2016. Lettera

di redazione
ipsef

inviato da Carlo- Spero che questo 2016 porti un po di serenità alla scuola italiana, martoriata e bistrattata da politici pressapochisti e cinici nel perseguire una legge che di buono ha veramente ben poco.
Sono un precario di seconda fascia e con questo credo di aver detto tutto, abilitato con PAS piuttosto che con il TFA, credo che abbia veramente poca importanza, in sostanza ho quasi quarant' anni e sono a dir poco molto stanco e sfiduciato, direi anche nauseato da tutti i pasticci perpetuati negli ultimi anni ai danni soprattutto di noi precari.
Fra tutte le norme assurde di quest' ennesima riforma a mio avviso punitiva nei confronti di tanti operatori della conoscenza c' è una norma che vieta dal 1 settembre 2016 di poter svolgere più di 36 mesi di supplenza anche al personale abilitato che vanta anche 15 anni di insegnamento alle spalle.
Ovvero per chi non dovesse superare il concorso 2016 si aprirebbero a quaranta- cinquant' anni delle prospettive lavorative e di vita a dir poco tragiche, si rischia insomma concretamente di non lavorare più, alla faccia dei tanti anni di sacrifici spesi per costruirsi un minimo di futuro onesto e sereno.
Questa norma va assolutamente abolita, anzi i giovani se vogliono devono potersi avvicinare al mondo lavorativo della scuola, è di ieri infatti l' allarme del presidente della repubblica sullo stato occupazionale delle giovani generazioni, ma si sa in Italia vige la politica degli annunci e le elezioni fissate sembra per il 2018 saranno un traguardo molto ghiotto per i nostri politici e politicanti, come sempre la scuola sarà al centro di annunci, slogan e sete di rinnovamento per chi poi puntualmente appena eletto ne farà l' ennesimo marchio di fabbrica.
 Si parla tanto di supplentite ma credo  che il bisogno di un supplente a volte sia fisiologico in una scuola; negli altri lavori si utilizza il personale in maniera diversa, nella scuola non si può parlare di malattia, certo le risorse vanno razionalizzate, le supplenze brevi vanno ridotte ma mi chiedo, come mai nonostante i continui tagli nel nostro Paese all' istruzione ed alla sanità, il debito pubblico continua a salire, non sarà mica che gli sprechi siano altri e poi ripeto chiamare un supplente ogni tanto non sarà la fine del mondo, altrimenti all' università non ci andrà più nessuno con le ripercussioni a catena che tutti possiamo immaginare.
Basta con gli slogan, lasciateci lavorare, la nostra generazione sta subendo tutte le conseguenze nefaste delle politiche precedenti, quelle si nefaste e distruttive per le casse dello stato; infine prima di pensare al nuovo reclutamento della classe docente, dateci la possibilità di poter entrare in un canale utile per le assunzioni, in alcune classi di concorso non siamo in tanti, manca solo la volontà politica.
Spero vivamente, ma ne dubito, che i nostri governanti si ravvedano, siamo persone oltre che professionisti, NON SIAMO CARNE DA MACELLO.
Un augurio sincero a tutta la redazione e a chi come me si trova in quest' orrenda situazione che non sembra avere fine.

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