Sabato, 28 Maggio 2016

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Neoimmessa 2015 in fase B ha diritto a sede definitiva nella regione del concorso e decorrenza ruolo dal 1° settembre 2014. Ordinanza cautelare

di redazione
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L'Avv. Fabio Rossi del foro di Catania ci comunica che il Tribunale del Lavoro di Tivoli, Giudice Dott.ssa Mariscotti, a seguito  di ricorso  di una docente vincitrice di concorso nella Regione Sicilia nominata in fase B nella Regione Lazio, ha statuito che la docente, immessi in ruolo da graduatoria di merito in fase B ha diritto alla sede definitiva nella regione del concorso e alla decorrenza del ruolo dal 1° settembre 2014.

L'Avv. ci trasmette quanto contenuto nell'ordinanza "dichiara che parte ricorrente aveva diritto all'immissione in ruolo dal 1 settembre  2014 in quanto vincitrice di concorso indetto con decreto n.82 del 2012 presso la regione Sicilia e condanna il Ministero ad adottare i provvedimenti opportuni al fine di consentire l'immissione in ruolo, a decorrere dal primo settembre 2014, presso la Regione Sicilia"; osservando, altresì, come "l'imminente uscita dell'ordinanza ministeriale di assegnazione della sede definitiva ai docenti neoimmessi in ruolo appare idonea a giustificare l'accesso alla tutela cautelare".

"Si tratta - afferma l'Avv. Rossi - di una pronunzia che fa giustizia, almeno nel caso già deciso, di una vera e propria 'truffa di Stato' subita da tanti docenti che hanno partecipato ad un concorso indetto per posti d'insegnamento nella propria regione (posti specificamente quantificati nel bando per ciascuna classe di concorso), con promessa di assunzione, al più tardi, dall'1/9/2014; che il concorso medesimo hanno, poi, vinto con pieno merito e a costo di sacrifici personali e familiari (rientrando abbondantemente entro i posti indicati nel bando); ma che non si sono, poi, visti assumere fino a tutto l'a.s 2014/15, ottenendo infine, l'immissione in ruolo, in occasione della fase B del piano straordinario di assunzioni di cui alla legge 107/15, fuori dalla propria regione (in molti casi anche a più di mille chilometri km da casa).

L'Amministrazione scolastica, si è, quindi, resa responsabile di una gravissima violazione del basilare principio di affidamento dei cittadini nella certezza delle situazioni giuridiche, più volte riaffermato, nella specifica materia concorsuale, sia dalla Cassazione che dalla Corte Costituzionale (in numerose pronunzie richiamate in ricorso).  Non solo.  L'aggravante è che, com'è noto, candidati che, invece, si erano collocati alle ultime posizioni delle medesime graduatorie di concorso hanno, poi, ottenuto il posto nella propria provincia di residenza (nella c.d. fase C). Con impensabile violazione, quindi, anche del principio meritocratico. ome suol dirsi: al danno la beffa!

Mi sia permesso allora di dire che, al di là dell'auspicato seguito che la commentata pronunzia del Tribunale di Tivoli potrà  avere  nelle altre sedi giudiziarie, è davvero mortificante che in Italia si sia costretti ad agire in giudizio (e non tutti, peraltro, ne hanno la possibilità) anche nei casi in cui basterebbe un minimo di buon senso e di correttezza istituzionale onde evitare macroscopiche iniquità."

I ricorsi avverso le modalità del piano di immissioni in ruolo 2015/16 sono stati numerosi e portati avanti da realtà, anche sindacali, tra cui cui il sindacato Anief, in particolare per i docenti della scuola dell'infanzia.

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