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Giovedì, 28 Luglio 2016

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Mobilità straordinaria 2016/17: Perché non valutare il servizio pre-ruolo nelle scuole nelle scuole paritarie? Lettera

di redazione
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Sono un’insegnante con una discreta esperienza professionale: ho, infatti, insegnato per 12 anni prima di diventare di ruolo alla fine di l’anno scorso, nella fase C del piano straordinario di assunzioni della Buona Scuola. Per gli anni di servizio prestati nella fase di pre-ruolo, mi sono guadagnata una posizione molto alta nelle GAE e non ho avuto problemi ad ottenere una sede favorevole durante l’assegnazione delle cattedre in fase C. Per l’esperienza di insegnamento maturata, nella mia graduatoria occupavo una posizione così alta, che questa estate, se ci dovessero essere le consuete immissioni in ruolo dalle GAE, sarei una delle prime ad ottenere una cattedra nella provincia in cui ero iscritta, se non avessi assunto il ruolo in fase C.

Ma dov’è il problema, dato che ho ottenuto una sede favorevole? Il problema sta nel fatto che 12 anni fa, quando non c’era obbligo come quest’anno, di mobilità su territorio nazionale, ho fatto una scelta che all’epoca ho reputato ragionevole, ma che oggi, a condizioni mutate, si rivela sbagliata. Dodici anni fa, infatti, ho deciso di maturare la mia esperienza in una scuola paritaria.  Ciò significa che nella fase della mobilità straordinaria l’esperienza pre-ruolo, che mi ha consentito di guadagnarmi una ottima posizione nella graduatoria ad esaurimento, verrà totalmente cancellata, dal momento che il servizio prestato nelle scuole paritarie non dà diritto all’attribuzione di alcun punteggio.

Mi si potrebbe far notare che è sempre stato così, e che la fase della mobilità straordinaria non apporta alcuna modifica alle regole pre-esistenti. Io ci tengo a sottolineare, però, che questa è una fase STRAORDINARIA di mobilità, che prevede un obbligo prima non esistente: dover dare la disponibilità a spostarsi su tutto il territorio nazionale. Se tale obbligo sussistesse da lungo tempo, forse dodici anni fa avrei fatto una scelta diversa. Inoltre, diversamente dagli anni passati, con le nuove regole della mobilità, non solo dovrò concorrere per l’assegnazione di una sede a livello nazionale, ma dovrò competere (e questo fino all’anno scorso era impensabile!) con docenti con un’esperienza di pre-ruolo di gran lunga inferiore alla mia (per esempio un anno di servizio magari racimolato con supplenze brevi negli ultimi anni) e vedermi scavalcata perché si ritrovano con un punteggio superiore al mio che, però, non traduce di fatto una preparazione superiore "maturata sul campo”.

 Fino all’anno scorso, per la mancanza di punteggio attribuita al servizio prestato nelle paritarie, mi sarei vista scavalcata da docenti che avevano una pari esperienza lavorativa, oggi ciò che si verificherebbe ni sembra ridicolo, paradossale ed iniquo. E allora mi chiedo: come è possibile che né governo né sindacati abbiano rilevato una tale iniqua incongruenza? Dal momento che si tratta di una MOBILITA’ STRAORDINARIA, che prevede nuovi obblighi che, congiuntamente all’applicazione delle vecchie prassi, creano una inaccettabile condizione di iniquità, io credo sarebbe stato giusto riscrivere le regole della mobilità (tra l’altro rimaneggiate più volte ultimamente) anche per gli insegnanti che hanno prestato servizio nelle paritarie.  Perché ciò non è accaduto? Forse perché gli insegnanti delle scuole paritarie non costituiscono un grande numero, e non sono, perciò, “interessanti politicamente” né per il governo, né per i sindacati.

E allora, stupidamente penso con rammarico che l’estate scorsa, ai tempi del piano straordinario di assunzioni, sarebbe stato meglio non fidarsi delle rassicurazioni del governo e non avrei dovuto lasciarmi intimidire dai proclami che paventavano una "soppressione" delle graduatorie o prospettavano l’impossibilità di ricevere un ruolo dallo scorrimento delle GAE prima del 2018-19. Se fossi rimasta in Gae, questa estate sarei assunta di ruolo all’interno della mia provincia e la mia vita, quella dei miei figli e di mio marito non sarebbe stravolta (in peggio…)  

prof..ssa Antonella Pugliese.

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