Martedì, 28 Giugno 2016

mnemosine
SERVIZI
SPECIALI ESPANDI

Mobilità: sindacati, non firmate. Tutelate neoassunti. Lettera

di redazione
ipsef

Gent.mi della Redazione di Orizzonte Scuola, siamo amareggiati e sempre più soli a reclamare aiuto nel mare di ingiustizie, dove governo, partiti e sindacati non fanno niente per soccorrere al naufragio dei nostri diritti. I docenti assunti in ruolo con le varie fasi lamentano tutti, o quasi tutti, le storture della Buona Scuola, essendo chi più e chi meno penalizzati dall'esser mandati lontano o da dover fare i conti con la precaria situazione di dover essere anche graditi dai d.s.

Il problema di fondo va oltre il constatare chi è messo peggio (certamente quelli della fase B) rispetto agli altri, ma dalla divisione tra i docenti che protestano i propri diritti, ciascuno relativamente alla propria situazione, indicando i propri come maggiori rispetto a quelli degli altri.

È indicibile questo atteggiamento che di certo dimostra un individualismo che affossa la coscienza di appartenere in modo unitario alla categoria di professionisti chiamati ad espletare con motivazione e sensibilità il delicatissimo compito dell'istruzione e dell'educazione.

Allora ci chiediamo, possibile che i sigg. politici quando hanno approvato la legge 107 non abbiano saputo leggere tra le righe quanto fosse discriminatoria ponendo gli interessati delle fasi A 0 B C, in GM o GAE, in posizioni di diritto differenti tra loro, con i disagi che ne sono scaturiti e le ansie di un futuro certamente non roseo?

In questi giorni stiamo vivendo la grande svolta sociale nel riconoscimento delle unioni civili. L'Italia è la patria del diritto e pretendiamo di insegnare ad altri che cos'è la “democrazia”.

Perché non abbiamo lo stesso bombardamento mediatico sui problemi che ha creato la Buona Scuola affinché se ne faccia dibattimento politico? Come siamo capaci a fare una legge ad hoc, parimenti potremmo anche rivedere una legge, la Buona Scuola, che dietro la facciata della stabilizzazione dei precari ha messo in moto un meccanismo di iniquità pregiudizievoli e penalizzanti.

Se da una parte il parlamento vuole riconoscere con le unioni civili il diritto alla famiglia, perché nonostante le proteste non intende prendersi carico dell'ingiustizia di aver diviso tante migliaia di insegnanti dalle proprie famiglie? Se facciamo bene i conti, numericamente parlando sono di più le voci dei docenti e delle loro famiglie rispetto a quelle degli altri.

SINDACATI, NON FIRMATE. Difendete i nostri diritti e non accontentatevi di riuscire a mettere qualche toppa qua e là durante le trattative al MIUR. Dare un altro po' d'ossigeno al morente senza poterlo curare è cosa vana. I problemi restano.

Enzo Di Girolamo

Versione stampabile
anief anief
anief mnemosine eiform


In evidenza