Domenica, 26 Giugno 2016

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Mobilità di quarta fase. Un docente di fase ZERO assunto a Cuneo non riuscirà mai a rientrare a Palermo. Lettera

di redazione
ipsef

Buongiorno, sono una docente assunta in fase Zero. Vorrei condividere alcune considerazioni.

E' scontato dire che la fase interprovinciale per gli aspiranti di FASE 0 e A sarà vicina al nulla di fatto.
Se oltre ai docenti assunti entro il 2014 si andrà in coda anche ai docenti di fase B e C assunti da GAE, la mobilità interprovinciale è inutile.

Infatti non è difficile capire che:
i docenti del Sud , che potranno scegliere in ordine 100 province (o i loro ambiti), avranno quella più vicina alla loro residenza saturando anche le province a cui non sarebbero mai interessati come prima scelta, togliendo quindi agli altri docenti la possibilità TOTALE di rientro (es: un palermitano a Milano preferirà dopo Palermo e la Sicilia tutte le province meridionali, perché più vicine). Uno stesso docente di fase ZERO assunto a Cuneo non riuscirà mai a rientrare a Palermo se prima di lui tutti possono scegliere Palermo e tutte le province limitrofe e meno limitrofe.
Non è neppure difficile capire che il flusso di rientro sarà da Nord a Sud e che quindi gli ante2014 (che per legge sarebbero come i fase 0 del 2015) e i gae B e C avranno ciò che desiderano (già i fase C hanno avuto la strana possibilità di avere la prima provincia richiesta).
Fino allo scorso anno la parità fra docenti che si muovevano in Provincia o Fuori Provincia (mobilità territoriale) era garantita dal PETTINE-PUNTEGGIO, senza code e senza blocchi discriminatori (con precedenza nei movimenti all'interno della provincia).

E' assurdo immaginare che i docenti assunti su turn-over nel 2015 (quindi entro il triennio) non siano stati equiparati agli assunti 2014/2015 pur essendo previsti nella stessa programmazione delle assunzioni secondo la normativa precedente (Ministero Carrozza) e non assunti per ovvia solita italiana contabilità disastrata.

Se ciò dovesse essere confermato dal DL, saranno i Tribunali a decidere se le code e le discriminazioni di questa sequenza contrattuale sono o non sono legittime.

Cordiali saluti

Pamela D'Antico

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