Martedì, 24 Maggio 2016

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Mobilità, Pacifico: “Non si tratta per diversificare docenti che hanno gli stessi diritti”

di Eleonora Fortunato
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Molto severo il giudizio del Presidente Anief. Marcello Pacifico sull’intesa tra Miur e sindacati sulla mobilità. Perché cambierà prassi consolidate negli anni e costituzionalmente garantite, generando un clima di incredulità e confusione.

Pacifico, sappiamo che Anief giudica il contratto sulla mobilità appena siglato tra Miur e sindacati rappresentativi come l’anticamera della chiamata diretta, che però è sancita dalla legge 107.

“Chiariamo subito una cosa: compito di un sindacato rappresentativo è quello di sedersi ai tavoli per trattare il contratto dei lavoratori. Pure noi, come Anief, non ci asteniamo dalla trattativa. Abbiamo presentato emendamenti, alcuni sono stati stravolti, altri cassati, altri approvati parzialmente, pur essendo contrari alla legge 107 così come scritta. Abbiamo fatto audizioni in Parlamento e nella sede della segreteria nazionale del PD. Ma continuiamo a essere contrari alla chiamata diretta, alla perdita della titolarità, alla cancellazione della funzione docente e della libertà di insegnamento. Per questo, se fossimo stati rappresentativi, con coerenza, non avremmo firmato ma avremmo chiesto ai lavoratori di scioperare, manifestare come nella scorsa primavera quando in 600mila sono scesi in piazza. Il Miur poteva adottare unilateralmente come qualche anno addietro l’ordinanza e avremmo potuto ricorrere tutti insieme. Non tratti per diversificare docenti che hanno gli stessi diritti, firmando fasi che trattano il personale in maniera differente se assunti prima o dopo il 1° settembre 2015, dalle gae o dalle gm, in fase 0/A o B/C. Non siamo al monopoli”.

Eppure si sta parlando di correttivi, di criteri oggettivi per arginare la discrezionalità dei dirigenti.

“L’unico criterio oggettivo era quello del nostro emendamento che eliminava la discrezionalità del dirigente, che neanche i presidi vogliono, a parte qualche delirio di onnipotenza, con la graduazione del punteggio. Ma come avete ben scritto, la legge è legge e il contratto successivo non potrà cambiare perché se in contrasto va disapplicato dal giudice. Si poteva suggerire una cosa chiesta dall’Anief attraverso la Stampa: fare due tipi di domanda, una su posto comune e di sostegno e uno su organico potenziato. Ma neanche questo minimo senso di buon senso è stato colto. E comunque, non si doveva firmare”.

A quale destino andranno incontro i docenti che produrranno domanda di trasferimento per il prossimo anno?

“Abbiamo scoperto, grazie alla firma della ipotesi, che esiste una nuova categoria di personale, il docente transumante: ogni tre anni potrebbe cambiare pascolo e scendere o salire dalla Calabria al Piemonte. Non soltanto quello che ha scelto 100 province, ma quello che ha presentato domanda interprovinciale o in sovrannumero. E’ una nuova specie, un docente che deve sempre meritare la stima del DS per essere confermato nella sua scuola, che è al servizio della nazione e che potrebbe anche essere un docente curricolare assunto entro il 2014/2015, laddove per il combinato disposto del d.lgs. 150/09 sia spostato dal DS da posto curricolare a potenziato. E’ la 107, d’altronde, che ribadisce che il preside assegna il personale all’organico dell’autonomia. Si perde, di fatto, la titolarità, e con essa alcuni principi costituzionalmente protetti. Ma si sa, stanno cambiando la Costituzione”.

Che clima si respirerà nelle scuole a settembre 2016? Usr e segreterie delle scuole sapranno lavorare in sinergia per far combaciare domanda e offerta?

“Facciamo seminari sulla mobilità, apriremo sportelli straordinari per offrire consulenza in questa babele, proporremo ricorso non soltanto contro le fasi discriminanti e la chiamata diretta, ma anche per garantire l’assegnazione provvisoria in deroga anche quest’anno, il trasferimento per i docenti di sostegno senza il blocco quinquennale. Ci sarà il caso nelle scuole, il clima sarà di sospetto, incredulità e confusione. Ancora non abbiamo visto niente, ma Anief ha le idee chiare. Se oggi regna questa situazione è anche per colpa del sindacato che non ha fatto il suo dovere. Noi ricerchiamo sempre la giustizia in questa terra, perché senza diritto non educhi la cittadinanza del domani”.

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