Lunedì, 30 Maggio 2016

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Mobilità fase zero e A: non vogliamo subire ricatti. Lettera

di redazione
ipsef

inviata in redazione - In questi giorni concitati si susseguono notizie relative alla mobilità che definire allarmanti è un eufemismo. Già l’idea di escludere i docenti immessi in ruolo in fase ZERO e A dalla mobilità straordinaria sembra un’eresia, ma addirittura relegarli in ultima posizione dopo i colleghi immessi nelle fasi successive è veramente assurdo.

Ricordiamo ai politici, ai sindacati, ai tecnici del MIUR e anche ad alcuni colleghi poco recettivi che i docenti delle fasi ZERO ed A sono stati immessi in ruolo sul normale turnover, dunque non devono dire grazie alla “BUONA SCUOLA” di Renzi e Co.; che molti di loro sono fuori provincia o perché, nel caso delle Gae, hanno aggiornato il punteggio ignari dei futuri sviluppi nelle riforme scolastiche, o perché, nel caso dei GM, costretti a scegliere le province disponibili. Inoltre i GM non hanno potuto optare per il posto in Gae sotto casa perché altrimenti depennati.

Ribadiamo inoltre che se ci sono stati docenti immessi in ruolo prima di altri è perché dotati di un punteggio più alto o vincitori di un sudatissimo concorso. Ora non si capisce perché questi professori “meritevoli” non possano tornare ad insegnare nelle proprie province, o, se graziati, possano tornarci (se rimangono posti!) in subordine a chi non sarebbe stato ancora di ruolo senza la riforma.

Inoltre si prospetta anche la perdita di titolarità nella provincia di immissione qualora non vi fossero posti disponibili nella provincia in cui si richiede il trasferimento, oltre il danno la beffa!

I docenti fase ZERO e A non ci stanno a subire questo ricatto e chiedono che venga ripristinato l’ordine di merito anche nella mobilità.

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