Domenica, 26 Giugno 2016

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Mobilità e concorso al Sud: che accoppiata stonata! Chi tutela gli assunti in fase B e C? Lettera

di redazione
ipsef

Giuseppe M. Abbate - Non so cosa succederà nelle prossime ore riguardo gli incontri MIUR/Sindacati, forse saranno decise le regole di un’altra lotteria estiva. In palio la possibilità di continuare ad insegnare nella provincia di residenza. Come per tutti i giochi, bisogna valutare la probabilità di vincita. Se è così, perché ridurre notevolmente queste probabilità bandendo un altro concorso per le province del Sud?

Non riesco a trovare una spiegazione, considerato ciò che mi/ci è successo. Molti docenti, con un punteggio altissimo, ad un passo dal ruolo a Palermo fino a settembre scorso, vengono assunti in una regione del Nord. Chi segue (e di molto) in graduatoria GAE verrà, prima o poi, assunto a Palermo. Si avverte quella strana sensazione che si prova quando succede qualcosa di non logico, soprattutto quando si è sentito dire in precedenza: “basta col precariato, al centro il merito”. Scusate, ma sostenere un accurato esame di accesso ad una Scuola di specializzazione a numero chiuso (SSIS), sostenere i relativi esami di profitto, (dopo aver pagato le onerose tasse di iscrizione), frequentare il tirocinio nelle scuole, sostenere un complesso esame/i di

abilitazione, cioè FORMARSI come Docente e prestare poi servizio per circa dieci anni, non è Merito?

E' semplice: chi ha scritto la legge ha sbagliato, a mio parere.

Ma come è possibile che sia successo tutto ciò? Come è possibile che nessuno abbia detto al "progettista della legge ": "guarda che stai sbagliando. Se è tua intenzione assumere, devi prima chiamare i Prof che si trovano ai primi posti in graduatoria da anni, poi gli altri e, dopo aver esaurito le cosiddette graduatorie ad esaurimento, puoi eventualmente bandire un concorso”.

Invece sono venute fuori quelle che qualcuno ha già definito “storture” della legge 107.

Non ne aggiungano un’altra: bandire un concorso nelle province del Sud. Se si facesse, si annienterebbero le già remote possibilità per i Docenti del Sud di ottenere il meritato trasferimento a casa. Non si ripeta lo stesso errore già compiuto nel 2012: aver bandito un concorso anche nelle province nelle quali le GAE non erano ancora esaurite. Se non lo avessero bandito, non pochi docenti assunti in fase B, almeno quelli che si trovavano nelle posizioni alte delle GAE, sarebbero stati assunti di ruolo nelle fasi 0 e A nella propria provincia. Aver poi esteso inspiegabilmente le assunzioni anche agli idonei ha aggravato la situazione.

Credo che la condizione perché venga bandito un concorso sia la disponibilità di posti vacanti e disponibili appunto.

Se c’è stata e se c’è ancora questa disponibilità, perché io, collocato in GAE, non sono stato assunto in questi anni ? Da circa 10 anni insegno matematica alle medie a Palermo e da circa sette su cattedra intera! Anche quest’anno, nominato di ruolo in Lombardia, ho ricevuto l’incarico su cattedra intera a Palermo. Piuttosto che attendere la mobilità straordinaria, non sarebbe molto più semplice convertire da subito il posto che occupo in posto vacante e disponibile?

Forse ci saranno motivazioni che rallentano questa conversione. Motivazioni per me, dopo anni, incomprensibili ma sarebbe ancora più incomprensibile un altro concorso nelle province del Sud. Ciò che comprendo invece è l’evidenza che non siamo in pochi a ricoprire anche quest’anno una cattedra intera nella propria città consapevoli stavolta che il primo luglio prossimo dovremo prendere servizio in una sconosciuta scuola del Nord. E’ improbabile, direi impossibile, che l’anno prossimo non si formino le attuali cattedre intere al Sud. Se dovesse succedere, proporrei al Ministro Giannini che:

accetterei di insegnare su cattedra parziale e completare con attività di recupero/potenziamento fino a quando i pensionamenti non renderebbero disponibili ulteriori cattedre; accetterei anche di completare svolgendo mansioni a supporto di un POF triennale sempre più articolato, mettendo a disposizione della scuola la mia esperienza ormai decennale; si potrebbero liberare spezzoni di cattedre agevolando le richieste di prepensionamento/part-time, soprattutto nelle scuole “a rischio”.si potrebbero attivare percorsi di raccordo tra ordini/gradi scolastici dando, per esempio, effettiva attuazione al curricolo verticale negli Istituti Comprensivi.

Sono solo alcune delle proposte che mi vengono in mente. Hanno dei costi? Non credo. Se li avessero, bisognerebbe fare un’analisi costi/beneficiconsiderando stavolta anche gli alti costi sociali che comporterebbe la divisione di migliaia di famiglie l’anno scolastico prossimo.

Arriveranno altre proposte dalle migliaia di Docenti del Sud con tanti anni di insegnamento. Sarebbe sufficiente prenderne in considerazione … anche la metà, purché non si faccia finta di ascoltare.

Penso che sarà difficile spiegare tutto ciò ad un figlio di 2 anni che vedrà partire improvvisamente il padre il prossimo luglio. Sarà difficile spiegarlo ad una moglie che ha visto il marito formarsi come Docente e insegnare, per circa 10 anni nei quartieri difficili della città, in modo sempre più convinto. Sarà difficile spiegare questo paradosso agli alunni che vedranno sparire il loro Prof. perché il suo posto non è stato dichiarato "vacante e disponibile" . Sarà difficile accettare di aver sbagliato a credere che questa sarebbe stata “la volta buona che ci assumono perché vogliono Docenti preparati e motivati”. Ci hanno assunto sì ma a 1500 Km di distanza, dopo 10 anni di insegnamento. E’ difficile accettare che se non ci fosse stata la legge 107, avrei avuto il ruolo a Palermo in un anno, al massimo due.

Colgo l’occasione per rivolgere a tutti i Colleghi l’auspicio di continuare a credere che svolgiamo il mestiere più bello del mondo e di continuare ad essere con orgoglio, dinanzi agli occhi brillanti dei nostri alunni, dei Rappresentanti dello Stato … e al Sud questo non è poco!

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