Giovedì, 30 Giugno 2016

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La mobilità dovrebbe tenere conto del punteggio di immissione. Lettera

di redazione
ipsef

Valentina - Scrivo a nome di tanti che, come me, sono stati assunti grazie alla legge 107 e in questi anni hanno prestato servizio nelle scuole paritarie.
Mi sono ritrovata ad essere immessa in ruolo nella mia provincia con un punteggio acquisito grazie a sette anni di scuola paritaria.
Ora, a pochi mesi dall'assunzione, vengo obbligata a fare domanda di mobilità straordinaria e il mio punteggio non varrà più nulla. Vedrò colleghi che hanno fatto qualche supplenza nella scuola pubblica passarmi avanti, quando al
momento dell'immissione erano molto dopo di me per punteggio. Rischio di diventare una vittima sacrificale, un capro espiatorio per far rientrare nella propria provincia qualcun altro, rischio di essere spedita in altra provincia
dopo la breve illusione attuale, durata pochi mesi.
Che senso ha tutto questo? Una presa in giro a tutti gli effetti. In questa mobilità, che è appunto straordinaria e non come tutte le altre mobilità, bisognerebbe rimanere con il punteggio di immissione o comunque fare attenzione a situazioni come questa. 
In tutti questi anni ho insegnato esattamente come chi ha fatto supplenza nella scuola pubblica, forse con qualche piccolo sacrificio in più se conoscete le piccole forzature e la maggior disponibilità richiesta dalle scuole paritarie.
Ripeto che stiamo parlando di una mobilità straordinaria, a pochi mesi dall'immissione in ruolo, dove molti come me avranno un punteggio praticamente azzerato e lo trovo profondamente ingiusto, anche se nessuno ne parla.
Aiutateci, dateci voce, fate qualcosa per noi.

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