Mercoledì, 25 Maggio 2016

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Mobilità: attenzione a non confondere i diritti di fase 0 e A con quelli di fase C. Lettera

di redazione
ipsef

Sono un docente assunto da fase A (GM) dopo 15 anni di pre-ruolo nella secondaria II grado, con altrettanto servizio, due concorsi alle spalle, e svariati altri titoli. Desidero sottoporvi alcune riflessioni in merito al diritto alla mobilità attualmente in esame, e, gradirei che prendeste in considerazione l’opportunità di pubblicarle sul vostro sito nella sezione Lettere.

Considerato che nel settore istruzione attualmente coesistono una pletora di condizioni professionali diverse, prodottesi nell'arco temporale dell'ultimo ventennio, caratterizzato da un frenetico susseguirsi di politiche scolastiche e da criteri di reclutamento sempre diversi e spesso tra loro contraddittori, evidentemente oggi ci troviamo a condividere un orizzonte che amareggia i più. Chi di noi viene da percorsi di precariato lunghi e tortuosi come solo in questo Paese si sono verificati, non può che deplorare

lo sbrigativo trattamento di tutti gli aspiranti al ruolo sancito dalle assunzioni 2015, che ha creato una sperequazione senza precedenti fra i neoassunti e non solo.

Con l’attuale dibattito sull’imminente mobilità professionale, la sperequazione ed il rischio di disparità di trattamento aumentano esponenzialmente. Gli assunti in fase B non possono tollerare l'immobilizzazione in province lontane a fronte del comodo "regalo" elargito ai fortunati della fase C, ben meno meritevoli dal punto di vista della loro posizione in graduatoria al momento dell'assunzione.

Altrettanto intollerabile è negare la possibilità di trasferimento interprovinciale ai tanti assunti in fase 0 ed A che sono finiti in province scomode e lontane diverse da quella di residenza. Come si può pensare che questi ultimi accettino di rimanere immobilizzati in sedi impossibili pena lo scivolamento, ovvero il "declassamento", nei prossimi ambiti territoriali?

Che cosa avrebbero da spartire questi docenti (fase 0 ed A) con coloro che agli ambiti territoriali sono stati destinati dalla legge 107/2015 (ovvero assunti da fase C)? Visto che i primi occupano cattedre di diritto e i secondi no, il discrimine deve necessariamente essere mantenuto anche in fase di mobilità.

Ogni altra soluzione sarebbe una stortura e una forzatura illegittima in grado di generare ulteriore scontento e ricorso al contenzioso legale. Pregherei vivamente gli addetti ministeriali di attenzionare tutte le criticità della situazione, correggendo le storture
insite nella 107, senza timore, al fine di una maggiore equità di trattamento, avendo a cuore la più ampia condivisione, ma sempre restando fermi i diritti acquisiti nel tempo da ciascuno, che sono garanzia di costituzionalità e democrazia.

Ringraziando per la considerazione

Silvio Costa

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