Domenica, 26 Giugno 2016

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Mobilità 2016/2017: continua l'azione nefanda a detrimento dei giovani docenti neoassunti della “Buona Scuola”. Lettera

di redazione
ipsef

Dai contenuti diffusi dalle parti sociali firmatarie di contratto, sembrerebbe che sia stato raggiunto un accordo con l'amministrazione che inverte quanto stabilito in tutti i CCNI precedenti.

Segnatamente l'art. 13, comma 2, CCNI 2015/2016, nel quale è stabilito che i movimenti per la mobilità professionale e territoriale interprovinciale (III fase) sono successivi ai movimenti della fase che precede, relativa ai docenti nominati in ruolo nella provincia di assunzione senza sede definitiva (II fase).

Nel contenuto diffuso dalla FLC CGIL si legge "La mobilità a livello interprovinciale e professionale degli assunti entro il 2014/2015 sarà su scuole, se c'è posto nel primo ambito scelto. È confermata che la loro mobilità avverrà prima di quella dei neo assunti, come stabilito dal comma 108 della legge".

Giova precisare che quanto stabilito al comma 108 della legge 107/2012, deroga alla disposizione generale (Decreto Legislativo 297/94 - Testo Unico) per tutti i posti vacanti e disponibili inclusi quelli assegnati in via provvisoria nell'anno scolastico 2015/2016 ai soggetti di cui al comma 96, lettera b), assunti ai sensi del comma 98, lettere b) e c). Ovvero, i soli assunti dalle graduatorie ad esaurimento nelle fasi B e C.

Consegue, quindi, che i soggetti assunti ai sensi del comma 98, lettere b) e c) in via provvisoria nell'anno scolastico 2015/2016 di cui al comma 96, lettera a), segnatamente i soggetti assunti dalle graduatorie di merito nelle fasi B e C (Ubi lex voluit dixit, ubi noluit tacuit), ovvero i docenti nominati in ruolo nella provincia di assunzione senza sede definitiva di cui alla fase seconda del CCNI 2015/2016 e precedenti, avrebbero diritto ad essere collocati nei costituendi ambiti territoriali subprovinciali prima dei movimenti che riguardano la fase interprovinciale e la mobilità professionale dei docenti assunti entro il 2014/2015.

È vero che nei negozi giuridici - qual è il contratto collettivo integrativo concernente la mobilità - è possibile derogare anche in senso peggiorativo rispetto alla disciplina collettiva previgente, ma è altrettanto vero che non è possibile derogare in senso peggiorativo quanto stabilito in una norma legislativa di rango superiore (inderogabilità in peius).

Sembrerebbe, invece, che ciò non stia avvenendo, posto che quanto stabilito dalla legge 107 (lex specialis) contrasta palesemente con la mobilità interprovinciale e professionale su scuole degli assunti entro il 2014/2015, e cioè permettere, contra legem, agli assunti entro il 2014/2015, nei movimenti “volontari” provinciali, interprovinciali e professionali, di acquisire la titolarità su sede piuttosto che su ambito, come espressamente previsto dalla legge a decorrere dall'anno scolastico 2016/2017 (Lex specialis posterior derogat priori generali).

Tale fattispecie, trattandosi di una deroga alla legge che incide in senso sfavorevole sui pari diritti di “tutti i lavoratori del comparto”, dal momento che distingue la stessa categoria in privilegiati e svantaggiati (su sede i primi, su ambiti i secondi) è chiaramente lesiva dei pari diritti dei lavoratori e soggetta ad essere dichiarata “nulla” dall'organo giuridico preposto, a cui si rivolgerebbero immediatamente tutti i soggetti discriminati (tutti i neoassunti sia da concorso sia da graduatorie ad esaurimento) con istanza cautelare di sospensione e conseguente ricorso di merito.

Ritengo, tuttavia, volendo derogare in melius anche per i docenti assunti entro il 2014/2015 parimenti alle deroghe che riguardano i movimenti provinciali su sede degli stessi (non previsti dalla legge), nonché quelli che riguardano i neoassunti dalle fasi 0-A (tutti) e B-C (da concorso) che chiederanno trasferimento interprovinciale su ambito (anche questi non previsti dalla legge), che sia necessario trovare un equilibrio tale da non discriminare nessuno dei soggetti coinvolti.

E cioè disporre, nel rispetto delle sequenze dettate dalla legge e dai precedenti CCNI (prima i neoassunti in provincia scelgono l'ambito), la mobilità su sede, in misura percentuale (25% professionale, 25% territoriale) sui soli posti vacanti e disponibili, confluendo negli ambiti per tutti i posti di potenziamento (di nuova istituzione - lex specialis) sui quali non potrebbe venire meno la nomina triennale.

Sarebbe infatti sproporzionato e illegittimo consentire agli assunti entro il 2014/2015, senza alcuna limitazione percentuale, di occupare con priorità sia gli ambiti sia le sedi di titolarità, in particolare i posti di potenziamento, dal momento che se ciò avvenisse verrebbe meno l'intera impalcatura della “Buona Scuola”. Si verrebbero a creare, infatti, senza dubbi alcuno, istituti scolastici in cui non sarebbe possibile candidarsi perché saturati “a tempo indeterminato” dagli assunti entro il 2014/2015, con molta probabilità quelli migliori per offerta formativa e posizione geografica, senza altresì alcuna possibilità per i Dirigenti Scolastici di formulare ai docenti la proposta di incarico come stabilito dall'art.1, comma 80, L. 107/2012.

Mi auspico, per il bene comune, che l'amministrazione rifletta bene sulle deroghe da concedere e non concedere, trovando equilibri che siano migliorativi per tutti nei parametri che la legge consente. Viceversa la riforma non avrebbe alcun senso se non quello di accrescere le discriminazioni.

Ciapi Patti Gruppo facebook: GM 2012 nel rispetto del T.U.

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