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Domenica, 28 Agosto 2016

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Mobilità 2016/17 provinciale, interprovinciale e professionale per docenti di ruolo assunti entro 2014/15. Cosa propone il Miur

di Giovanna Onnis
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Immagine mobilità insegnanti 2016/17

La mobilità per il prossimo anno scolastico risulta ancora caratterizzata da molta confusione e incertezza e “nuove” possibilità, rispetto a quanto stabilito nella legge 107, stanno emergendo dagli incontri tra sindacati e MIUR, così come importanti anticipazioni sulle fasi della mobilità sono state fornite da OrizzonteScuola

Le novità rispetto agli scorsi anni,inserite nella legge 107, che hanno causato molte polemiche da parte dei docenti e critiche da parte delle organizzazioni sindacali, anche in merito alla disparità di trattamento prevista per le diverse categorie di docenti (entro 2014/15 – fase 0 - fase A – fase B – fase C) riguardano il comma 73 sulla mobilità negli ambiti territoriali e il comma 108 sul piano di mobilità straordinaria, senza dimenticare i commi 79-80-81-82 sulla chiamata diretta da parte del Dirigente scolastico.

Vediamo in che modo e con quali conseguenze risultano interessati a queste novità e ad eventuali nuove disposizioni che potrebbero emergere in seguito a contrattazione tra MIUR e sindacati, i docenti immessi in ruolo entro l’anno scolastico 2014/15.

Facciamo il punto della situazione analizzando le diverse possibilità a seconda del movimento richiesto.

TRASFERIMENTO PROVINCIALE

Il comma 73 della legge 107 prevede per l’anno scolastico 2016/17 una mobilità negli ambiti territoriali, quindi anche i docenti immessi in ruolo entro l’anno scolastico 2014/15 chiedendo e ottenendo trasferimento perderebbero la titolarità in una specifica scuola per acquisirla in un ambito territoriale per la cui definizione sono state stabilite dal MIUR le Linee guida, ma molti importanti aspetti sono ancora da definire, come ampiezza e numero di scuole che possono comprendere.

http://www.orizzontescuola.it/news/mobilit-201617-ancora-molte-incertezze-ambiti-territoriali-motivo-ansia-e-preoccupazione-docent

Il trasferimento nell’ambito territoriale determinerebbe, di conseguenza, il coinvolgimento dei docenti nella “chiamata diretta” da parte del Dirigente scolastico sulle cui modalità ci sono ancora molti punti da chiarire.

Se il trasferimento in uno degli ambiti richiesti si dovrebbe effettuare in base al punteggio, la successiva proposta di incarico, invece, sarebbe effettuata a discrezione del Dirigente scolastico, anche se nel rispetto di quanto stabilito nel comma 80 (“Sono valorizzati il curriculum, le esperienze e le competenze professionali e possono essere svolti colloqui. La trasparenza e la pubblicità dei criteri adottati, degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti sono assicurate attraverso la pubblicazione nel sito internet dell'istituzione scolastica”, con conseguente vanificazione dei titoli e del punteggio maturato dal docente nel corso degli anni.

Sembrerebbe, però, che il MIUR, in seguito alle proteste dei docenti e a pressioni da parte dei sindacati, abbia dimostrato disponibilità ad accogliere la richiesta di consentire una mobilità secondo le vecchie regole, almeno per il trasferimento provinciale dei docenti già di ruolo prima della legge 107 (entrata in vigore il 16 luglio 2015), quindi assunti entro l’anno scolastico 2014/15. Se tale disponibilità verrà confermata nei successivi incontri (il prossimo è previsto per l’11 gennaio) e sarà concretizzata nero su bianco nel CCNI 2016/17, i docenti assunti entro l’anno scolastico 2014/15 avranno la possibilità di presentare domanda di trasferimento provinciale secondo le vecchie regole esprimendo preferenze su specifiche scuole e non su ambiti territoriali con conseguente titolarità in una precisa istituzione scolastica.

Questo movimento, in base alle fasi prospettate dal MIUR, e come anticipato da OrizzonteScuola, rientrerebbe nella I fase (comunale)se all’interno del comune di titolarità o in II fase (intercomunale) se riguarda comuni diversi ubicati nella stessa provincia di titolarità.

TRASFERIMENTO INTERPROVINCIALE

Il comma 108 della legge 107 prevede per il prossimo anno scolastico un piano di mobilità straordinaria “su tutti i posti vacanti dell'organico dell'autonomia, rivolto ai docenti assunti a tempo indeterminato entro l'anno scolastico 2014/2015. Tale personale partecipa, a domanda, alla mobilità per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia”.

La disponibilità del MIUR a consentire, per i docenti già di ruolo prima della legge 107, una mobilità su scuola e non su ambito sembra riguardare solo i trasferimenti provinciali e non anche quelli interprovinciali per i quali si prevede un coinvolgimento negli ambiti territoriali.

Quindi i docenti assunti entro l’anno scolastico 2014/15 che chiederanno e otterranno trasferimento interprovinciale, non avranno più la titolarità in una specifica scuola , ma in un ambito territoriale tra quelli richiesti, con conseguente “attesa” della proposta di incarico da parte del Dirigente scolastico delle scuole nelle quali presenteranno curriculum, con tutte le incognite del caso.

Si tratta di una condizione di “pseudo-precarietà” che crea nei docenti coinvolti ansia, insicurezza e giustificate preoccupazioni in considerazione del fatto che, una volta trasferiti in uno degli ambiti territoriali richiesti, in assenza di proposte di incarico da parte dei Dirigenti scolastici, rischieranno un’assegnazione d’ufficio della scuola da parte dell’USR, come prevede il comma 82: “L'ufficio scolastico regionale provvede al conferimento degli incarichi ai docenti che non abbiano ricevuto o accettato proposte e comunque in caso di inerzia del dirigente scolastico”.

Questo movimento, in base alle anticipazioni fornite da OrizzonteScuola sui contenuti dell’ultima proposta del MIUR in relazione alle fasi della mobilità, rientrerebbe nella III fase (mobilità professionale provinciale e mobilità interprovinciale) e questi docenti avrebbero comunque precedenza rispetto ai tutti i docenti immessi in ruolo nell’a.s. 2015/16, sia in fase B e C che, pur partecipando al piano di mobilità straordinaria, risulterebbero in IV fase e la loro domanda di mobilità sarebbe valutata successivamente come chiaramente esplicitato nel comma 108: “Tale personale partecipa, a domanda, alla mobilità per tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, in deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia, di cui all'articolo 399, comma 3, del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive modificazioni, per tutti i posti vacanti e disponibili inclusi quelli assegnati in via provvisoria nell'anno scolastico 2015/2016 ai soggetti di cui al comma 96, lettera b), assunti ai sensi del comma 98, lettere b) e c). Successivamente, i docenti di cui al comma 96, lettera b), assunti a tempo indeterminato a seguito del piano straordinario di assunzioni ai sensi del comma 98, lettere b) e c), e assegnati su sede provvisoria per l'anno scolastico 2015/2016, partecipano per l'anno scolastico 2016/2017 alle operazioni di mobilità su tutti gli ambiti territoriali a livello nazionale, ai fini dell'attribuzione dell'incarico triennale”, sia dei docenti neo-assunti in fase 0 e A che sembra abbiano la possibilità di chiedere trasferimento interprovinciale, possibilità non prevista dalla legge 107, ma accolta dal MIUR e quindi presumibilmente inserita nel CCNI 2016/17

E’ utile sottolineare che i sindacati stanno facendo pressione affinché venga consentita una mobilità su scuola e non su ambito territoriale anche per i trasferimenti interprovinciali. Ci riusciranno? Saranno gli esiti dei prossimi incontri con il MIUR che potranno fornire una risposta

MOBILITA’ PROFESSIONALE: PASSAGGIO DI CATTEDRA E PASSAGGIO DI RUOLO

Per la mobilità professionale, in sede di contrattazione, il MIUR non ha manifestato nessuna disponibilità e apertura per eventuali modifiche alle disposizioni contenute nella legge 107 e questo determinerà presumibilmente la realizzazione di quanto stabilito nel comma 73: “Dall'anno scolastico 2016/2017 la mobilità territoriale e professionale del personale docente opera tra gli ambiti territoriali”.

Il docente immesso in ruolo entro l’anno scolastico 2014/15 che chiede e ottiene passaggio di cattedra o passaggio di ruolo, sia a livello provinciale che interprovinciale, perderebbe la titolarità in una specifica scuola per acquisirla in un ambito territoriale.

Questo movimento, in base alle fasi prospettate dal MIUR e alle anticipazioni di OrizzonteScuola, rientrerebbe nella III fase, precedendo sempre la IV fase che riguarderebbe i docenti neo-immessi in fase B e fase C e i docenti assunti in fase 0 e A che chiedono trasferimento in altra provincia

DOCENTI CHE NON INTENDONO PARTECIPARE ALLA MOBILITA’ 2016/17

I docenti immessi in ruolo entro l’anno scolastico 2014/15 che risultano, quindi, avere una scuola di titolarità, in base al comma 73 della legge 107, se, per il prossimo anno scolastico, non intendono partecipare a nessuna tipologia di movimento conserveranno la titolarità nella scuola in cui risultano titolari senza nessun coinvolgimento negli ambiti territoriali:

Il personale docente già assunto in ruolo a tempo indeterminato alla data di entrata in vigore della presente legge conserva la titolarità della cattedra presso la scuola di appartenenza

Questo in sintonia con le regole che sono state sempre seguite fino al corrente anno scolastico.

Le diverse situazioni descritte e analizzate non sono prive di interrogativi, anzi sono presenti molte incertezze che dovranno essere prese in esame in sede di contrattazione per arrivare ad una definizione puntuale e a risposte certe che non lascino spazi aperti per interpretazioni soggettive che potrebbero essere motivo di errori nella domanda e potrebbero così essere causa di contenziosi con conseguenze sicuramente non positive per la futura mobilità e per un regolare inizio del prossimo anno scolastico.

Il prossimo incontro Miur - sindacati è calendarizzato per l'11 gennaio. 

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