Martedì, 31 Maggio 2016

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Merito TFA. E il PAS? Lettera

di redazione
ipsef

 Spett.le Redazione, approfitto del vostro spazio per rispondere ad alcuni colleghi che hanno scritto in merito al "merito del TFA" (argomento a quanto pare molto amato).

Inizio precisando che, forse non se lo ricordano i colleghi TFini, che noi del PAS abbiamo seguito per un anno i loro stessi corsi, con i medesimi docenti universitari, svolto gli stessi esami e discusso una tesi come loro. L'unica cosa è che non abbiamo fatto una selezione iniziale e non abbiamo fatto il tirocinio, ma dopo anni di esperienza in classe, scusate se ce l'hanno abbonato. Senza contare che, tra l'altro, molti di noi erano in servizio e, quindi, in definitiva, stavamo comunque facendo ulteriore tirocinio.
 
Per rispondere alla Prof.ssa Concetta Bovincelli, sappia che la sottoscritta, e con me molti colleghi del PAS, ha conseguito il titolo di dottorato di ricerca, esperienza in campo della ricerca scientifica per ben 10 anni presso l'Università, con pubblicazioni anche su riviste di livello internazionale. Se non sono rimasta nel campo, è solo perché non ero figlia di qualche pezzo grosso e avevo due bambini piccoli. Infatti qui in Italia, il merito viene premiato, e la famiglia viene protetta, così come le madri lavoratrici hanno dei diritti molto garantiti.
 
Ricordo inoltre ai colleghi che, in Italia, già da anni esistevano i corsi abilitanti per chi aveva anni di servizio presso la scuola, tanto che una mia collega, prossima alla pensione, si è abilitata con un corso analogo, quindi non mi sento meno ignorante di un TFA, né mi sembra di avere rubato qualcosa a qualcuno.
 
Inoltre, per esperienza, posso affermare che non sempre voti alti e nozionismo vanno a braccetto con capacità lavorativa: conosco persone che sono enciclopedie viventi, ma che non sanno spiegare o che non sanno effettuare semplici operazioni pratiche, come ad esempio mettere a fuoco un microscopio.
 
E per finire, una nota sul concorso: io sono già convinta di non passarlo, data la mia età (eh, già, la Sig.ra Bovincelli ha ragione, nella scuola ci sono vecchie cariatidi, proprio come lei!), il lavoro che, anche se precario, va svolto con efficienza, data la famiglia, e dato il tempo che non ho. Preciso comunque che l'anno scorso ho lavorato per 18 ore settimanali, seguito i miei figli e i lavori a casa (mi sono sempre arrangiata, arrivando a stirare la notte con sotto il libro aperto), seguito il PAS (tra l'altro con una frattura al coccige perché a marzo sono scivolata dalle scale, e con la febbre alta perché non potevo fare assenze). E scusate se sono una persona non sufficientemente selezionata da un esame, ma mi pare che la VITA mi abbia già dato prove di SELEZIONE NATURALE più che sufficienti. Anche perché ormai si è capito benissimo che il concorso è stato fatto ad hoc per il giovani, dato che la Ministra si è lasciata sfuggire in una intervista che questo concorso porterà finalmente "gente giovane". Alla faccia della democrazia e del diritto al lavoro!
 
Concludo quindi con un solo pensiero: se invece di sputare addosso a gente che non si conosce, si cercasse di collaborare tutti assieme, forse si potrebbe ottenere qualcosa di più di una ulteriore ingiustizia rappresentata da questo inutile concorso.
 
Grazie.
 
Carolin Tonello
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