Sabato, 28 Maggio 2016

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Meno male che c'è il lavoro, ma quanti sacrifici per chi insegna in province lontane dalla propria famiglia. Lettera

di redazione
ipsef

Maestra Carmen Coco - Nella mia scuola c'è una collega di Campobasso. La collega, poco più di quarant'anni, è stata immessa in ruolo quest'anno con la fase B. Lei ha due bambini: un maschietto di tre anni compiuti e la femminuccia di sette anni. I bambini sono rimasti giù con il papà e la nonna, ma la mia collega scende con cadenza quindicinale e talvolta anche settimanale.

Per andare da Venezia a Campobasso, prende il treno e poi il pullman. L'ultima volta che è scesa giù, a causa della neve e dello sciame sismico, il suo tragitto è diventato più complesso ed ha dovuto prendere un secondo pullman e svegliarsi alle tre del mattino per arrivare a prendere servizio alle 12 del giorno successivo.

Questo non l'ha turbata affatto, perché aveva ben altro turbamento: il cuore le batteva forte e le lacrime le scendevano lungo il viso come un fiume in piena pensando ai pianti del suo bambino nel distaccarsi da lei. Quando alle otto del mattino è arrivata all'altezza di Roma, la sua bambina l'ha chiamata per dirle che stava andando a scuola e che l'amava tanto e che lei da grande a scuola non voleva andarci più, perché la scuola è brutta e fa solo soffrire le persone.

Quando A. è arrivata a scuola, l'ho vista piuttosto sfatta e mi sono avvicinata a lei per salutarla, abbiamo chiacchierato un po', provando a far finta che oggi e domani saranno delle giornate scolastiche come tante.

Parliamo del mio bambino. Il mio bambino ha novantadue anni. E' stato un buon padre, ha lavorato tanto ed ha visto cose che non avrebbe voluto vedere e che non augura a nessuno di vedere.

Ora, dimentica tante cose, cade e si fa male, mangia e non digerisce con facilità, si alza dal letto e poco dopo ci si rimette senza forze.

Non può star solo, ma non può nemmeno stare sempre con una badante accanto perché si deve pagare troppo e i soldi della pensione si dovrebbero triplicare. Prima, sua figlia, precaria storica, gli stava accanto nei diversi momenti della giornata ed anche quando andava al lavoro poi tornava e curava ogni cosa a lui necessaria, ma soprattutto chiacchierava con lui delle cose che lo riportavano indietro nel tempo...un tempo che sta fuggendo!

Così quel bambino aspetta che torni sua figlia che ora è insegnate di ruolo in esilio.

“ Nosacciu su mi trovi”.

Ho un'altra collega che dopo i tagli della Gelmini è salita su, nonostante il blocco dei cinque anni, perché era certa che giù non avrebbe più lavorato.

Da notare che ho preso a dire come i “continentali” su e giù... loro hanno una concezione ascensoriale del nord e del sud... perché pare che tutto si svolga come in un palazzo per salire e scendere per 1.000-1.500 KM.

Ebbene questa collega si è portata con se il bambino, sono trascorsi sei anni ed ancora non ha avuto alcun trasferimento. Il bambino, negli anni trascorsi chiedeva sempre a mamma che voleva andare giù per vedere papà e i nonni e i cuginetti e i vecchi compagnetti di scuola, ora chiede a mamma, quando sono giù, di risalire presto su, perché lo aspettano gli amici.

La collega lo tranquillizza, mentre dice a se stessa che tanto non ha più motivo di stare giù.

Suo marito, quel compagno di vita su cui contava, quell'uomo che l'aveva sostenuta a fare quel passo, dopo due anni l'aveva tradita e poi ritradita...”Visto che le cose andavano per le lunghe”.

Ma l'importante è il lavoro, non importa dove. L'importante è lavorare!

In un modo o in un altro faremo, scenderemo, saliremo, scenderemo, risaliremo...

E i bambini, quelli per cui lavoriamo? Beh, quelli si adattano.

Sono bambini moderni, flessibili, aperti ad ogni nuova esperienza.

I loro cuori non porteranno tracce di “distacco da insegnante”, sono bambini computerizzati: qualche link su fb e un sms su WhatsApp e poi dimenticano.

Tra l'altro, sono arrivati i “potenziatori” con i loro progetti musicali e di arte plastica, così se qualche bambino risulta turbato può sempre cantare o fare una mascherina da indossare a questa orribile mascherata della nostra BUONA SCUOLA ITALIANA!!!

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