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Sabato, 30 Luglio 2016

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L'insegnante elemento fondamentale della Scuola. Lettera

di redazione
ipsef

All'apertura delle scuole, nell'ottobre del 1955, il primo numero de L'Espresso  ospitava un autorevole intervento:
 "Scrive un vecchio professore; della scuola ha qualche esperienza,come studente, insegnante, padre e infine ministro della Pubblica Istruzione.
E' quest'ultima che conta meno: la scuola la si vede, com'è veramente, attraverso i propri alunni, i colleghi, i figli. E' il vecchio professore, che da quando è nella scuola sente parlare sempre di crisi della scuola, non crede
di scoprire nulla di nuovo". La lunga lettera prosegue con una disamina dello stato delle scuole e dell'insegnamento in Italia dalle elementari all'Università e conclude affermando : "Non dico cosa nuova quando ripeto che, a parte
tipi, programmi, edifici, sempre importanti e necessari, l'elemento fondamentale della scuola è l'insegnante, al quale è affidata così grave responsabilità.
Grandi responsabilità e grandi doveri verso di essi hanno  la società e lo Stato per la preparazione spirituale e professionale e per trattamento giuridico ed economico, doveri che trovano limiti nelle possibilità". La firma è di
Antonio Segni, più volte ministro,  divenuto poi il quarto Presidente della Repubblica.
A distanza di sessanta anni, un altro vecchio professore, che ha vissuto  la scuola come studente-lavoratore, come padre, come insegnante, come preside e infine come ispettore scolastico, ora a riposo, nel condividere il convincimento della gravosa e importante responsabilità degli insegnanti nella scuola, constata e si duole
del perdurare dei "limiti delle possibilità" ogni qual volta  si affronta il problema del  trattamento economico della categoria.
                                                                  Adolfo Valguarnera
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