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Domenica, 24 Luglio 2016

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Licenziamento per mancanze minori. CUB:" Un'assurdità alla quale è necessario porre rimedio"

di redazione
ipsef

CUB Scuola - L'attenzione dell'opinione pubblica nell'ultimo periodo è stata attratta da alcuni casi, obiettivamente bizzarri di insegnanti neoassunti e licenziati per non aver dichiarato, in perfetta buonafede, dei carichi pendenti.

E' però necessario tener presente, al di là dei singoli casi saliti all'onore delle cronache, che questi licenziamenti riguardano diversi colleghe/i che, per ragioni di comprensibile riservatezza, non rendono pubblica la cosa e che in ogni caso sono vittime di un comportamento inaccettabile dell'amministrazione nel momento in cui non vi è alcuna relazione fra una mancanza minore e derivante da ignoranza della norma e una sanzione gravissima e tale da pregiudicare la vita delle persone colpite.

E' quindi necessario che il ministero dell'istruzione provveda a permettere ciò che indica il buonsenso, e cioè la possibilità di correggere dichiarazioni incomplete/imperfette.

Vi è poi una considerazione da fare nel momento in cui, a causa della legge 107 - la cosiddetta ''Buona Scuola'' - il potere discrezionale dei dirigenti scolastici cresce a dismisura. Vi è infatti il rischio che un illecito assolutamente lieve si traduca in uno stigma tale da segnare la vita professionale di un'insegnante.

E' evidente che fatti riguardanti la vita personale, pensiamo ad una denuncia per una manifestazione, potranno tradursi in criteri utilizzati dai dirigenti per decidere chi assumere e chi no.

La Cub Scuola Università e Ricerca denuncia di conseguenza la gravità di quanto sta avvenendo e ha affidato al proprio studio legale il compito di valutare le possibili azioni legali a tutela delle colleghe e dei colleghi colpiti.

 CUB Scuola Università Ricerca

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