Venerdì, 01 Luglio 2016

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Lettera al presidente Renzi: siamo lavoratori dimenticati dalle istituzioni

di redazione
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Egregio,  a scriverle due degli abilitandi TFA 2015/2016 (percorso abilitante per la classe di concorso A077, strumento musicale, istituito con il D.M. del 10 settembre 2010, n. 249).

Scriviamo con lo scopo di porre all'attenzione del Governo alcune importanti questioni riguardanti la realtà concreta e attuale che ci vede studenti – lavoratori dimenticati dalle istituzioni, soprattutto dopo l’ultima riforma della Scuola.

La lettura del documento “la buona scuola”, contenente le linee guida della riforma del sistema scolastico, a firma della Presidenza del Consiglio dei Ministri congiuntamente al MIUR, ci lascia fortemente perplessi e ci pone in una condizione di assoluta incertezza rispetto al nostro futuro professionale. “La buona scuola” sembra dimenticarsi completamente delle circa 600 persone che, nel dicembre del 2013, hanno superato una dura e complessa selezione per l'ammissione al Biennio ad Indirizzo Didattico, tappa obbligatoria per la successiva iscrizione ai corsi TFA validi per l'abilitazione nella classe di concorso A077 (strumento musicale), secondo quanto previsto dal D.M. del 10 Settembre 2010, n. 249.

La chiara scelta del Governo è stata quella di escluderci dal piano di assunzione straordinario appena concluso eppure…:

  • Ad oggi, i laureati del Biennio ad Indirizzo Didattico A077 nell’a. a. 2014/2015 e quindi abilitandi 2015/2016, rappresentano in Italia gli unici futuri docenti che stanno svolgendo un percorso abilitante in linea con il programma del Governo in materia di abilitazione all'insegnamento (“la buona scuola” pag.41) dedicando ben tre anni, con obbligo di frequenza delle lezioni, per potersi abilitare, a fronte di un solo anno accademico necessario per i colleghi delle altre classi di concorso (comprese quelle affini alla A077, ossia A031-A032). Ricordiamo per ulteriore chiarezza, che questo accade nonostante il Diploma V.O. di Conservatorio di cui siamo in possesso e che costituisce titolo di accesso all’insegnamento, è un titolo equiparato a qualsiasi altra laurea magistrale.

  • Vale forse la pena ricordare che l'ammissione al suddetto Biennio a cui segue TFA, è avvenuta per mezzo di una durissima prova selettiva (appositamente indicata nelle linee generali dal MIUR con D.M. n.194 del'11 novembre 2011) con la quale si dava accesso ad un numero ristrettissimo di posti ripartiti in un altrettanto ristretto numero di Conservatori, in ottemperanza alle indicazioni annuali del Ministero fornite mediante D.M. sulla base della “programmazione regionale degli organici e del conseguente fabbisogno di personale docente nelle scuole” ( D.M. del 10 Settembre 2010, n. 249, art. 5 comma 2 e successivo D.M. n.192 del 03/12/2012). Una selezione strettissima, dunque, finalizzata a soddisfare il reale fabbisogno di docenti a livello regionale. Sulla scorta di tali certezze, molti di noi hanno scelto in serenità di investire il proprio tempo, le proprie energie e il proprio denaro, nella formazione professionale finalizzata alla didattica, seguendo la reale prospettiva di mettere a frutto la propria vocazione di insegnante.

  • Ciascuno di noi ha dovuto inoltre, contestualmente all'ammissione al Biennio, rinunciare agli studi Universitari e ai Dottorati di Ricerca perché incompatibili con il Biennio ad Indirizzo Didattico (D.M. 10 settembre 2010, n.249 art. 3 comma 6) e successivo TFA, riducendo le prospettive lavorative ad una sola: l'insegnamento dello strumento musicale.

  • Per insegnare abbiamo operato una scelta “di campo” investendo oltre 10.000 € per il pagamento delle tasse di iscrizione ai corsi. Rimangono incalcolabili le spese logistiche sostenute per il mantenimento degli studi, molto spesso nello status di fuori-sede a causa della istituzione del Biennio a indirizzo didattico in pochissimi Conservatori d'Italia. Il tutto affiancato da uno studio incessante che aspetta solo di sfociare nella professione dell'insegnante.

Una prospettiva questa che, alla luce del totale disinteresse accordatoci dal Governo, rischia seriamente di non realizzarsi se non sminuita e messa ancora una volta alla prova in occasione del prossimo concorso previsto per il 2019-2022. Si, perché riscontriamo il completo disinteresse nei confronti di coloro i quali, nell'anno accademico 2014/2015, hanno conseguito il diploma accademico di II Livello ad indirizzo didattico e raggiungeranno l'importantissima abilitazione non prima del mese di Luglio 2016 o comunque la fine dell’anno academico in corso 2015/2016 (con il superamento della prova finale del TFA).

Per disegnare il quadro completo della nostra situazione, facciamo presente inoltre che vi è stata una grave discriminazione operata dal Decreto Direttoriale 680 del 6 luglio 2015 applicativo del Suo Decreto Ministeriale n. 326 del 3 giugno 2015, quando all’Art. 2 comma 3 il suddetto Decreto Direttoriale inserisce un comma che impedisce agli abilitati di classe A077, Strumento musicale nella Scuola secondaria di I grado, di essere graduati negli elenchi aggiuntivi delle graduatorie di Istituto di II fascia secondo la Tabella del DM 308/2015, come previsto dalla normativa vigente (DM 249/2010 e DM 326/2015).

Cosa ne sarà di noi? Cosa siamo chiamati a fare nell'impossibilità di entrare in ruolo? Ci troveremo comunque nella completa impossibilità di costruirci una nuova professione poiché passati ormai gli anni fisiologici per una formazione professionale.

Per queste motivazioni, a tutela della posizione di centinaia di giovani futuri docenti immatricolati ai Corsi Accademici di II Livello ad indirizzo didattico (classe di concorso A077, strumento musicale) negli anni accademici 2012/2013 e 2013/2014,

CHIEDIAMO

di riconoscere il valore concorsuale dell'esame per l’ammissione ai corsi che frequentiamo in ragione

  • della natura ministeriale dell'esame sostenuto (D.M. n.194 del'11 novembre 2011), articolato in una prova scritta, una prova pratica, una prova orale, oltre alla valutazione dei titoli artistici, didattici e di studio.

  • dell'esatta aderenza tra i posti banditi dai Conservatori per l'ammissione al Biennio ad indirizzo didattico per la classe di concorso A077 e il reale fabbisogno di docenti a livello regionale (D.M. del 10 settembre 2010, n. 249, art. 5 comma 2 e successivo D.M. n.192 del 03/12/2012). In virtù di tale aderenza, non riteniamo corretto tradire oggi un'aspettativa di diritto sorta al momento dell'ammissione ai corsi

  • di riconoscere il valore di tre anni di studio caratterizzati da corsi, lezioni, esami, tesi di laurea, tirocinio, relazione finale, esame finale, dispiego di energie fisiche, intellettuali ed economiche, parallelamente alla rinuncia di qualsiasi altra prospettiva universitaria e professionale (causa incompatibilità con qualsiasi altro corso Universitario, D.M. 10 settembre 2010, n.249 art. 3 comma 6).

  • di riconoscere il diritto di non dover sostenere ulteriori esami e selezioni con il rischio di vanificare, per ragioni fortuite, il lavoro di tre anni di studi in seguito ai quali non esiste che una ed una sola prospettiva lavorativa: l'insegnamento.

Caterina Santoro e Marco Ferulli

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