Giovedì, 30 Giugno 2016

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Le immissioni in ruolo hanno calpestato i diritti degli iscritti GAE, la mobilità può ripristinarli. Lettera

di redazione
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Felicetta - A breve ci sarà una nuova riunione dei sindacati con il MIur in merito alle scelte sulla mobilità. La legge n. 107/2015 ha attuato delle decisioni gravemente lesive dei diritti di coloro che presenti nelle GAE per anni hanno svolto il loro lavoro dedicandosi alla scuola con forti sacrifici.

Infatti, come se nulla fosse semplici idonei al concorso 2012 hanno scavalcato con molta tranquillità coloro che invece un concorso l’hanno vinto, cioè tutti coloro che sono inseriti nelle GAE.

Per correggere solo in minima parte questo gravissimo danno l’intervento in merito alla mobilità deve essere tale da garantire regole certe e chiare che diano la precedenza nei trasferimenti agli assunti dalle GAE rispetto a semplici idonei del concorso.

Bisogna garantire a tutti come obbligatoria sia la mobilità provinciale che interprovinciale sia per gli assunti da fase B che C sia per posto comune che di sostegno, superando anche il vincolo quinquennale su sostegno, proprio perché di mobilità straordinaria la legge esplicitamente parla, con un’unica area per il sostegno.

In relazione a tale evento straordinario anche le assegnazioni provvisorie in deroga al vincolo triennale devono essere garantite.

La legge n. 107/2015 ha calpestato i diritti di coloro che sono iscritti nelle GAE ed è ora con il contratto sulla mobilità che si può effettivamente tutelare chi da anni lavora nella scuola.

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