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Giovedì, 25 Agosto 2016

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Immissioni in ruolo abilitati TFA. Scalia (PD): istituire secondo canale per assunzioni in ruolo

di redazione
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Immissioni in ruolo abilitati TFA. Scalia (PD): istituire secondo canale per ass

Il senatore del PD, Scalia, ha depositato un'interrogazione per il ministro Giannini in cui chiede l'attivazione di un canale di reclutamento a tempo indeterminato per gli abilitati tramite TFA. 

Tale reclutamento dovrebbe avvenire,  leggiamo nel comunicato di seguito riportato, tramite lo scorrimento di un'apposita graduatoria.

Tale richiesta nasce dalla natura del percorso abilitativo, caratterizzato da una dura selezione articolata su tre livelli: selezione in ingresso,  prova scritta e  prova orale finale; a ciò si aggiunga il tirocinio a scuola durante il concorso. 

Il Comunicato

“Ho chiesto, con il sostegno di altri colleghi, al Ministro Giannini di valutare seriamente la definizione di un secondo canale di assunzione a tempo indeterminato, mediante scorrimento delle graduatorie, per gli abilitati dei Tirocini Formativi Attivi. Questo in virtù del processo abilitativo conseguito, equiparabile in toto ad una procedura concorsuale.”

Lo dichiara il senatore del partito democratico, Francesco Scalia, primo firmatario dell’interrogazione appena depositata e indirizzata al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

” I TFA – spiega Scalia – nascono, nel 2010, come il percorso esclusivo per l’abilitazione alla professione di insegnate. Coloro che sono risultati abilitati si sono sottoposti a un percorso particolarmente duro. Infatti, hanno superato una fase selettiva su tre livelli, il primo nazionale e gli altri due, scritto e orale, predisposti dalle singole Università sede di tirocinio. Poi hanno svolto il tirocinio vero e proprio e infine hanno conseguito l’abilitazione. Ma i risultati attesi non si sono verificati, con la conseguenza che gli abilitati TFA dovranno sottoporsi ad ulteriori prove concorsuali per essere assunti a tempo indeterminato nella scuola”. “Per noi invece – conclude Scalia – tutto questo impegno è tale da poter essere equiparato ad un vero e proprio concorso e merita di essere considerato titolo sufficiente per esercitare la professione di insegnante.”

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