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Sabato, 30 Luglio 2016

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Green economy e ambiente. Nelle scuole arriva il mobility manager

di redazione
ipsef

Entrerà in vigore il 2 febbraio 2016 la Legge 221 del 28 dicembre 2015, "Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell'uso eccessivo di risorse naturali", che presenta alcune novità per il settore scolastico, come riporta la FLC CGIL.

L'articolo 5 comma 6 prevede che il Ministro dell'istruzione emani, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, dopo essersi consultato con i Ministri delle infrastrutture e dei trasporti e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, specifiche linee guida perché in tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, nell'ambito della loro autonomia amministrativa ed organizzativa, si scelga la figura del mobility manager scolastico.

Il mobility manager scolastico è scelto su base volontaria e senza riduzione del carico didattico, in coerenza con il piano dell'offerta formativa, con l'ordinamento scolastico e tenuto conto dell'organizzazione didattica esistente. Il mobility manager scolastico è individuato tra il personale docente.

Compiti del mobility manager scolastico sono i seguenti:

  • organizzare e coordinare gli spostamenti casa-scuola-casa del personale scolastico e degli alunni;
  • mantenere i collegamenti con le strutture comunali e le aziende di trasporto;
  • coordinarsi con gli altri istituti scolastici presenti nel medesimo comune;
  • verificare soluzioni, con il supporto delle aziende che gestiscono i servizi di trasporto locale, su gomma e su ferro, per il miglioramento dei servizi e l'integrazione degli stessi;
  • garantire l'intermodalità e l'interscambio;
  • favorire l'utilizzo della bicicletta e di servizi di noleggio di veicoli elettrici o a basso impatto ambientale;
  • segnalare all'ufficio scolastico regionale eventuali problemi legati al trasporto dei disabili.

Le linee guida sono altresì finalizzate ad assicurare:

  • l'abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico;
  • la riduzione dei consumi energetici;
  • l'aumento dei livelli di sicurezza del trasporto e della circolazione stradale;
  • la riduzione al minimo dell'uso individuale dell'automobile privata e il contenimento del traffico.

Naturalmente tutto quanto previsto dal comma 6 deve essere realizzato senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Per questa nuova figura si prevede lo stanziamento di 35 milioni di euro da destinare al programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro. 

Saranno finanziati progetti predisposti da uno o più enti locali e riferiti a un ambito territoriale con popolazione superiore a 100.000 abitanti, diretti a incentivare iniziative di mobilita' sostenibile, incluse iniziative di:

  • piedibus;
  • car-pooling;
  • car-sharing;
  • bike-pooling;
  • bike-sharing.

I progetti sono finalizzati anche alla realizzazione:

  • di percorsi protetti per gli spostamenti, anche collettivi e guidati, tra casa e scuola, a piedi o in bicicletta;
  • di laboratori e uscite didattiche con mezzi sostenibili;
  • di programmi di educazione e sicurezza stradale, di riduzione del traffico, dell'inquinamento e della sosta degli autoveicoli in prossimità degli istituti scolastici o delle sedi di lavoro, anche al fine di contrastare problemi derivanti dalla vita sedentaria.

I commi 4 e 5 dell’articolo 5 poi intervengono sull'infortunio in itinere, rientrante nella categoria generale dell’assicurazione sugli infortuni sui luoghi di lavoro.

Si chiarisce che se l'evento infortunistico si verifica a seguito dell’utilizzo della bicicletta nel percorso casa-lavoro, è sempre configurabile come infortunio in itinere e perciò indennizzabile.

Gli art. 16, 18 e 19 dettano disposizioni per agevolare il ricorso agli appalti verdi, per l'applicazione di criteri ambientali minimi negli appalti pubblici e in quelli per le forniture e negli affidamenti di servizi.

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