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Mercoledì, 31 Agosto 2016

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Graduatorie ad esaurimento nella bufera. Anief: emendamento PD vuole impedire di spostarsi da una provincia all'altra

di redazione
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Anief -  Dal Mille proroghe giunge una doccia gelata per decine di migliaia di docenti precari abilitati: un emendamento del PD al decreto, già approvato dalle commissioni Bilancio e Affari Costituzionali di Montecitorio, prevede che l’aggiornamento delle Graduatorie ad esaurimento dei docenti passa all'anno scolastico 2018/2019. E non più, quindi, al 2017/18, come previsto dalle norme che regolano le graduatorie della scuola pubblica italiana.

Nell'emendamento si legge che "il termine per l'aggiornamento delle graduatorie ed esaurimento, già aggiornate per il triennio 2014/2017, è prorogato all'anno scolastico 2018/2019 per il triennio successivo. Conseguentemente, le prime fasce delle graduatorie d'istituto per il conferimento delle supplenze sono aggiornate a decorrere dall'anno scolastico 2019/2020". Non cambiano, invece, "i termini per l'aggiornamento delle graduatorie di istituto di seconda e terza fascia".

A cosa serve, quindi, lo spostamento in avanti di 12 mesi? A rendere “stabili le residuali graduatorie, evitando quindi aggiornamenti dei punteggi e spostamenti tra una provincia e l'altra”, commenta Orizzonte Scuola.

“Ma c’è dell’altro – dice Marcello Pacifico, presidente Anief – perché il Parlamento avrebbe dovuto, piuttosto, consentire l’aggiornamento annuale e l’inserimento dell’intero personale abilitato nelle ex-graduatorie permanenti, come già disposto vent’anni fa quando la scuola funzionava. Com’è possibile, infatti, da una parte impedire il trasferimento inter-provinciale dei precari, dopo una precisa sentenza della Corte Costituzionale e prevedere, invece, un piano straordinario di mobilità per il personale di ruolo?”

Per il sindacalista Anief, “a volte, nell’approvare le norme di legge, basterebbe un po’ di logica, di razionalità e pure di buonsenso: tutti elementi che invece ad oggi ancora mancano nell’approvazione dell’emendamento, avvenuta in Commissione Bilancio e Affari costituzionali della Camera dei Deputati durante l’esame del D.L. cosiddetto Mille proroghe 2016”.

A questo punto, Anief auspica che questa disposizione, approvata a Montecitorio, sia cancellata dal Senato: è ai Senatori a cui più di 100mila precari chiedono fin d’ora parità di trattamento rispetto ai colleghi inseriti nelle Graduatorie ad esaurimento. E non solo, perché ci sono anche le famiglie, che dal loro canto chiedono il regolare avvio dell’anno scolastico, il quale sarebbe invece compromesso dall’emendato approvato. Come risulta dall’elevato numero di assegnazioni delle supplenze avvenute nel corrente anno scolastico, pur dopo l’approvazione della Buona Scuola.

Per questa ragione, il sindacato Anief, promette fin da ora di interessare i Senatori per ripresentare quegli emendamenti al decreto legge “Mille-proroghe 2016”, utili al funzionamento delle scuole. Modifiche che vanno dalla riapertura delle Gae per il personale abilitato, delle graduatorie d’istituto per il personale laureato fino al 2019, all’assegnazione dei contratti a termine dopo i 36 mesi fino al 2017, al rinnovo dell’assegnazione provvisoria in deroga al blocco triennale anche per il 2016. Ma all’interno delle altre proposte emendative, sono state incluse anche altre “battaglie” del sindacato: dalla validità delle graduatorie dell’infanzia dell’ultimo concorso, sui posti in deroga da inserire nell’organico di diritto di sostegno, contro il blocco quinquennale e sulla valutazione del servizio pre-ruolo per i docenti specializzati, come sulla necessità di chiudere in fretta la vergogna dei Quota 96. E, ancora, verranno presentate delle modifiche per far slittare di un anno l’insediamento del Comitato di valutazione, previsto dalla Legge 107/15, come la mobilità su ambiti territoriali su cui in questi giorni c’è stato l’ennesimo accordo a perdere tra Miur e sindacati, con almeno 50mila docenti neo-assunti e altre diverse migliaia già di ruolo che finiranno negli albi territoriali e nella perdita di titolarità al rinnovo del POF triennale. 

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