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Mercoledì, 27 Luglio 2016

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Graduatorie ad esaurimento: per il Giudice nessun dubbio all'inserimento dei laureati in SFP

di redazione
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Anief - Sentenza impeccabile quella prodotta dalla Corte d'Appello di L'Aquila che conferma la sentenza di primo grado favorevole alla ricorrente e riconosce, di conseguenza, il diritto della stessa non solo all'inserimento a pieno titolo nelle Graduatorie a Esaurimento, ma anche alla conferma della sua immissione in ruolo già intervenuta attingendo dalle medesime graduatorie.

Gli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Manuela Pirolozzi difendono in appello quanto già ottenuto in primo grado e sbaragliano il MIUR ottenendo anche la sua condanna al pagamento delle spese di giudizio. Marcello Pacifico: “Il MIUR ormai ci ha abituati a decisioni sclerotiche o illegittime. Abbiamo sempre richiesto a gran voce il diritto degli abilitati ad accedere al “doppio canale” entrando nelle GaE. Adesso i Tribunali ci stanno dando ragione”.

Nessun dubbio per l'ANIEF sul pieno diritto dei docenti laureati in SFP all'inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento da cui il Ministero dell'Istruzione aveva voluto escluderli fissando quale termine ultimo per avvalersi di tale inserimento, l'immatricolazione avvenuta entro l'a.a. 2007/2008. Già il Giudice del Lavoro di Vasto aveva dato piena ragione alla nostra iscritta - immatricolata in periodo successivo, ma direttamente al terzo anno di corso - e il MIUR aveva già eseguito la sentenza individuandola anche quale destinataria di contratto di lavoro a tempo indeterminato.

La Corte d'Appello di L'Aquila, dunque, conferma la sentenza di primo grado e consacra il pieno diritto della nostra iscritta al contratto a tempo indeterminato già stipulato con il Ministero dell'Istruzione. “Non ci fermeremo certo qui – dichiara Marcello Pacifico, Presidente ANIEF – continueremo a batterci al fianco di tutti i docenti abilitati esclusi dalle Graduatorie a Esaurimento cui il MIUR vuole negare la possibilità di accedere al 50% delle immissioni in ruolo previsto per questo canale”. Il Ministero dell'Istruzione, totalmente soccombente in giudizio, è stato anche condannato al pagamento delle spese di lite quantificate in complessivi 3.310 Euro, oltre spese generali. Ancora una volta l'ANIEF ha dimostrato in giudizio l'assoluta validità delle proprie ragioni.

 

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