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Lunedì, 25 Luglio 2016

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Il Giorno della Memoria, un'occasione per capire di più la vita

di redazione
ipsef

Carissimo direttore, oggi, 27 gennaio, GIORNO DELLA MEMORIA, di nuovo un'occasione per capire di più la vita, questo è il fascino di quella che altrimenti sarebbe una celebrazione formale e destinata a diventare astratta, incapace di novità.

Ci aiuta sant'Agostino a cogliere il senso di questa ricorrenza, sempre più significativa in un mondo in cui si vedono ripetere le orrende e disumane azioni che il cuore dell'uomo condanna. Nel X libro delle Confessioni si legge: “nell’enorme palazzo della mia memoria ... dispongo di cielo e terra e mare insieme a tutte le sensazioni che potei avere da essi, tranne quelle dimenticate. Là incontro anche me stesso e mi ricordo negli atti che ho compiuto, nel tempo e nel luogo in cui li ho compiuti, nei sentimenti che ebbi compiendoli. Là stanno tutte le cose di cui serbo il ricordo, sperimentate di persona o udite da altri. Dalla stessa, copiosa riserva traggo via via sempre nuovi raffronti tra le cose sperimentate, o udite e sulla scorta dell’esperienza credute; non solo collegandole al passato, ma intessendo sopra di esse anche azioni, eventi e speranze future, e sempre a tutte pensando come a cose presenti. "Farò questa cosa, farò quell’altra", dico fra me appunto nell’immane grembo del mio spirito, popolato di tante immagini di tante cose; e l’una cosa e l’altra avviene. "Oh, se accadesse questa cosa, o quell’altra!", "Dio ci scampi da questa cosa, o da quell’altra!", dico fra me. e mentre lo dico ho innanzi le immagini di tutte le cose che dico, uscite dall’unico scrigno della memoria, e senza di cui non potrei nominarne una sola...... Grande è questa potenza della memoria, troppo grande, Dio mio, un santuario vasto, infinito.”

E' la memoria un enorme palazzo, una energia potente e incontenibile, qui sta il fascino della memoria, tanto che non ha nulla di meccanico e ripetitivo, anzi ogni volta la memoria scopre qualcosa di nuovo, perchè a guidarla è il desiderio del cuore, la tensione insopprimibile a cercare come ciò di cui facciamo memoria riguardi il nostro presente.

E' il messaggio commovente di Etty Hillesum, che dalla stretta della persecuzione grida quello che il cuore indubitabilmente sente: «La miseria che c'è qui è veramente terribile, eppure alla sera tardi quando il giorno si è inabissato dentro di noi, mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato e allora dal mio cuore s'innalza sempre una voce: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. Possiamo soffrire, ma non dobbiamo soccombere».

Oggi fare memoria è assumere lo stesso compito, è farlo nostro, è gridare dovunque che “la vita è una cosa splendida e grande”. E' memoria solo se arriva a questa certezza commovente e irrefrenabile del senso della vita.

Gianni Mereghetti
Insegnante

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