Giovedì, 30 Giugno 2016

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FGC. "Vogliamo salari e tutele": gli studenti protestano contro gli stage dell'alternanza scuola-lavoro

di redazione
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FGC - Si è svolto oggi pomeriggio, davanti alla sede Rai di via Verdi a Torino, il presidio di professori e studenti in protesta contro il modello di alternanza scuola-lavoro entrato a pieno regime nel 2015 con l’attuazione della “Buona Scuola”, la riforma della scuola del Governo Renzi, diventando obbligatorio per tutti gli studenti degli ultimi 3 anni di scuole superiori. A scatenare la protesta, il congresso organizzato dall’Unione Industriale di Torino e l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte con la presenza di dirigenti di Confindustria, associazioni imprenditoriali e dirigenti delle maggiori imprese che operano nel territorio, organizzato per sottoscrivere un protocollo d’intesa con presidi e professori delle scuole piemontesi.

«Scuola-lavoro: buona per i padroni – Salario e tutele per gli studenti», «lo studente non va sfruttato, il nostro lavoro dev’essere pagato», questi gli slogan di striscioni e cori degli studenti scesi in piazza oggi con il Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che da mesi ha lanciato una campagna nazionale di agitazione contro lo sfruttamento degli studenti in alternanza scuola-lavoro, mobilitando centinaia di studenti nelle principali città d’Italia: dopo presìdi e cortei a Roma e Milano, è la volta anche di Torino.

«Il recente arresto di sei imprenditori accusati di aver sfruttato la manodopera di 2700 studenti non è un caso isolato, al contrario emerge sempre più la vera natura dell’alternanza scuola-lavoro voluta da Renzi» - ha affermato Silvia Basano, studente del Primo Liceo Artistico di Torino e militante del FGC  - «Ci raccontano che l’alternanza scuola-lavoro serve a combattere la disoccupazione giovanile, ma in realtà a trarne vantaggio sono soltanto le imprese private, e troppo spesso gli studenti vengono ridotti a manodopera a basso costo senza diritti né tutele di alcun tipo. Spesso le mansioni sono dequalificanti e non si acquisisce nessuna competenza che in futuro sarà spendibile in un mondo del lavoro precario come quello costruito dal Jobs Act. A partire da quest’anno si sbloccano i 100 milioni previsti per i progetti di alternanza, ma tutto tace sulla “Carta” che dovrebbe definire i diritti degli studenti in stage, prevista dalla “buona scuola” e che attendiamo ormai da settembre.».

Una vera e propria “palestra di precarietà”, secondo il FGC, che chiede più diritti per gli studenti in alternanza scuola-lavoro: «Stiamo lottando per rivendicare un salario minimo per gli studenti in stage e degli orari massimi di lavoro compatibili con la funzione formativa dell’alternanza. Vogliamo più trasparenza e partecipazione di studenti e insegnanti nella scelta dei progetti, contro l'arbitrio dei Presidi-manager che oggi possono decidere tutto da soli stringendo autonomamente gli accordi con le imprese.»

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