Sabato, 02 Luglio 2016

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Esodati: le sette salvaguardie bocciate dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio

di Lucrezia Di Dio
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L’Ufficio Parlamentare di Bilancio boccia le sette salvaguardie volte a tutelare gli esodati che, dopo la riforma Fornero, erano rimasti senza lavoro e senza stipendio.

Secondo l’Ufficio, infatti, le sette salvaguardie che si sono succedute dal 2013 ad oggi riproponendo ai beneficiari la possibilità di fruire della pensione di anzianità altro non hanno fatto che supplire all’inadeguatezza delle politiche passive del lavoro e di altri istituti di welfare.

Lo studio realizzato  dai tecnici di Palazzo Madama ha ripercorso i provvedimenti presi dopo l’inasprimento dei requisiti di pensionamento introdotti dalla riforma Fornero. Le sette salvaguardie, che hanno interessato il 10% del flusso di nuove pensioni di vecchiaia e di anzianità nel 2014 e nel 2015, costeranno allo Stato in 10 anni (2013/2023) 11,4 miliardi, il 13% di quanto previsto come risparmio dalla riforma Fornero.

Mentre i primi interventi di salvaguardia apparivano necessari per perfezionare la riforma Fornero, quelli successivi hanno portato ad includere nelle tutele categorie di esodati del tutto nuove includendo progressivamente anche coloro che avevano preso delle decisioni previdenziali molti anni prima della riforma Fornero.

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