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Martedì, 30 Agosto 2016

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Edilizia scolastica e contributo unico: manifestazione studenti a Tonino. Presenti anche i militanti del FGC

di redazione
ipsef

Inviato da FGC Torino

Presenti oggi alla manifestazione studentesca sull’emergenza edilizia scolastica anche i militanti del Fronte della Gioventù Comunista (FGC), che hanno espresso sostegno e solidarietà alla protesta degli studenti e srotolato uno striscione con lo slogan “difendi la scuola pubblica, boicotta il contributo”. «La condizione disastrosa degli edifici scolastici – spiega Federico Bongiovì, studente del LCS Botta di Ivrea e militante del FGC – è la più naturale e logica conseguenza di decenni di pesantissimi tagli ai fondi destinati all’istruzione pubblica. Dal 2008 ad oggi sono stati tagliati oltre 20 miliardi di euro alle scuole, e il Governo Renzi non ha di certo invertito la rotta, limitandosi a stanziare per l’edilizia scolastica una cifra (700 milioni) totalmente insufficiente. Secondo la gioventù comunista, ad aver reso possibile operare tagli alla scuola cosi pesanti sarebbe stata proprio l’introduzione del contributo scolastico, che, afferma Bongiovì, «è stato la leva usata per spostare progressivamente sulle famiglie tutti i costi che lo Stato dovrebbe sostenere per la scuola pubblica.» 

In questi giorni il FGC è impegnato nell’organizzazione del boicottaggio di massa del contributo scolastico nelle scuole di Torino e di tutta Italia, con assemblee, volantinaggi ed azioni di protesta. «Cercano in ogni modo di convincerci che non pagarlo andrebbe a svantaggio di noi studenti – prosegue Federico – ma, tirando le somme, è stato proprio il pagare i contributi senza mai farci domande a produrre i danni maggiori, visto che oggi si assiste alla totale insufficienza dei fondi statali nel sostenere anche le sole spese ordinarie. Boicottare il contributo è l’unico modo per inchiodare il Governo alle sue responsabilità, imporre lo stanziamento di fondi straordinari per l’edilizia scolastica, il ripristino della piena copertura da parte dello stato dei costi dell’istruzione e l’abolizione dei contributi scolastici, che di fatto sono una vera e propria forma di tassazione della scuola pubblica

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