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Domenica, 31 Luglio 2016

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docenti di sostegno ed esami di Stato 2016. Lettera aperta al Ministro della Pubblica Istruzione. Siamo stanchi!

di redazione
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Egr Sig.ra Ministra, sono una docente di sostegno abilitata nelle classe di concorso A019 (discipline giuridiche ed economiche), attuale classe di concorso 46/A.
Non mi soffermerò sulle palesi storture di questa riforma ma per attirare la Sua attenzione solo su fatti più recenti. 
E’ solo di un paio di giorni fa la C.M. n. 2 del 23 febbraio 2016 che regolamenta gli Esami di Stato conclusivi dei corsi di studio d’istruzione secondaria di secondo grado per l’ anno scolastico 2015/2016 la quale stabilisce che i docenti di sostegno, non impegnati nelle classi terminali con gli allievi diversabili, potranno produrre istanza al fine di parteciparvi come membri esterni solo se se hanno svolto un anno di insegnamento nella propria disciplina nel triennio precedente. 

Mi chiedo, Egr. Sig.ra Ministra il perché di questa sperequazione tra i docenti curriculari e i docenti di sostegno. 
Le ricordo che non siamo assistenti e che non cambiamo pannoloni a scuola. Ci occupiamo di ragazzi audiolesi o ipovedenti o con disturbi dell’apprendimento e molto spesso seguiamo i nostri allievi nelle programmazioni Ministeriali e questo ci rende esperti anche in materie che non cadrebbero nell’ambito delle nostre competenze disciplinari e mi creda, Sig.ra Ministra, personalmente potrei essere membro esterno agli esami di Stato anche per numerose altre materie oltre alla mia.

Ritengo, pertanto, che questa ennesima limitazione sia lesiva della dignità degli insegnanti di sostegno e del nostro profilo professionale. Ci valuta, persino, meno competenti di un docente neoassunto per l’organico di potenziamento che non ha neanche un giorno di servizio nella scuola e a cui, di contro, ha dato la possibilità di produrre domanda.
Tutto questo mi offende e non poco, ed offende, e non poco, tutti gli insegnanti di sostegno che, come me, oltre alla normale abilitazione all’insegnamento ottenuta tramite il superamento di un pubblico concorso, hanno frequentato corsi di specializzazione e sostenuto ulteriori esami per acquisire una professionalità aggiunta.

Questa è una vergognosa discriminazione tra pari e lede la dignità di un’ intera categoria di lavoratori. 
Egr. Sig.ra Ministra, gli insegnanti di sostegno sono docenti specializzati, è ora che lei ne prenda atto.

Cordiali saluti                                                                                         Anna Paola Franchini

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