Giovedì, 26 Maggio 2016

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I docenti di fase C chiedono dialogo e rispetto. Lettera

di redazione
ipsef

Altro giro altra corsa si potrebbe dire. Ogni volta che nel mondo della scuola ci si ritrova vicini ad un avvenimento importante, aggiornamento graduatorie, assunzioni, mobilità, ecco scoppiare l’ennesima e squallida lotta intestina fra insegnanti.

In questi giorni le divisioni all’interno dell’universo scuola hanno raggiunto il limite della vergogna. Tutti contro tutti, tutti a difendere a spada tratta il proprio orticello, senza alcuna unione, senza alcuno spirito di categoria. L’immagine che stiamo trasmettendo al mondo extra scolastico è quella di persone pervase dal proprio egoismo, e questo è davvero poco qualificante, soprattutto se queste persone sono degli insegnanti e degli educatori, o almeno dovrebbero esserlo.

Guardiamo ed accusiamo sempre la politica di averci divisi ma forse sarebbe il caso di leggerci dentro e capire se le divisioni non sono anche frutto della nostra personalissima difesa ortocellistica. Docenti di ruolo ante 2015 contro docenti fasi 0 ed A, docenti fasi 0 ed A contro docenti fase B, docenti fase B GM contro docenti fase B GAE, e poi tutti contro docenti fase C.

Abbiamo sentito parlare di merito disilluso, di ingiustizie, di soprusi, tutti pronti ad attaccare il prossimo senza minimamente pensare che quelle persone che attaccano sono i colleghi che si ritrovano fianco a fianco nelle scuole, sono i colleghi con cui si passano ore ed ore in lezioni, progetti, assemblee, collegi, consigli, insomma sono colleghi non nemici.

Noi docenti assunti in fase C siamo stufi; siamo studi di esser considerati il capro espiatorio delle frustrazioni altrui, siamo stufi di essere attaccati quotidianamente, siamo studi di essere definiti miracolati, stiamo stufi di essere definiti tappabuchi, siamo stufi di essere additati come i fortunati di turno. La maggior parte di noi sta dando il massimo ed ha portato nuova linfa alla scuola italiana.

Migliaia di noi son lontani dalle loro case come i docenti delle altre fasi e ricordo che la sede che abbiamo ottenuto nel 2015 è una sede provvisoria soggetta a mobilità su tutti gli ambiti nazionali.

Non vogliamo alimentare discordia ma non accetteremo questi continui attacchi da parte dei docenti delle altre fasce, soprattutto dai GM, molti dei quali idonei e quindi non vincitori di concorso, inseriti nelle assunzioni straordinarie per volontà governativa e non certo per il merito che sbandierano (il bando concorsuale 2012 all’inizio non prevedeva idonei) e dai docenti della fase B (su 8.900 solo il 10% ha effettivamente preso servizio in regioni lontane, il restante 90% ha differito ed è rimasto nella propria provincia) che continuano a cercare di passare come vittime.

Non ci turba che un docente assunto 10 anni fa scelga prima di noi, era previsto nella 107 e per un discorso di coerenza è anche legittimo che scelga prima. Come era legittimo che i docenti delle Gae fossero assunti prima di Tfa e Pas. Se le priorità eran corrette per noi lo sono adesso anche per loro. Mi turba che molti colleghi si lamentino per un'ingiustizia che altro non è che un'assoluta mancanza di conoscenza della legge. Chi è stato assunto in fase C sapeva bene quali erano le condizioni di assunzione ed ha avuto due possibilità: 1) far domanda ed accettare i pro e i contro; 2) non far domanda ed aspettare il tour-over dei prossimi anni.

Noi docenti fase C abbiamo accettato le condizioni e non alimenteremo questa squallida lotta fra membri della stessa categoria lavorativa ma non permetteremo a nessuno di denigrare il nostro lavoro o di calpestare i nostri diritti.

Per tutti questi motivi chiediamo ai sindacati che sono in fase di contrattazione col governo di cercare accordi che possano esser migliorativi per tutti e non solo per una parte. Il compito dei sindacati è quello di difendere la categoria non parti della stessa. Non pretendiamo di passare prima, chiediamo però azioni tese a salvaguardare tutti i docenti e non solo la parte più consistente, i docenti di ruolo ante 2015.

Ai docenti GM e GAE delle fasi 0, A, e B chiediamo dialogo e rispetto. Il merito di un insegnante non si misura dalla data di assunzione, che sappiam bene è spesso stata frutto di innumerevoli variabili.

Basta divisioni, solo uniti si vince. Per tutti questi motivi auspichiamo un confronto costruttivo fra le diverse fasce cercando di seppellire una volta per tutte quell’ascia di guerra che ha portato solo discordia e contrasti.

Chiediamo ai sindacati un intervento che sia il più possibile unitario perché un sindacato che non difende una parte dei suoi iscritti perde inevitabilmente la funzione per cui è nato.

Luigi Mazza

Coordinatore nazionale GAE IN RUOLO – NON UNO DI MENO

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