Martedì, 24 Maggio 2016

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Docenti esiliati in altra provincia da un algoritmo. Nella mobilità saranno riconosciuti i sacrifici? Lettera

di redazione
ipsef

Livio - Premettendo che la futura mobilità sta creando forti preoccupazioni a tutti i docenti interessati per le incognite che si prospettano, vorrei sottolineare quanto possano essere sbagliate, per quanto legittime e comprensibili, le richieste e le sollecitazioni dei colleghi immessi in ruolo nelle rispettive fasi che reclamano una giustizia ad hoc per ciascuno di essi e non la protesta unitaria contro una riforma che ha diviso la nostra categoria dove tutti dovremmo avere gli stessi diritti.

Il rischio di non poter avere mai ragione delle storture della BUONA SCUOLA aumenta pericolosamente se le OO.SS. portano avanti trattative differenti e non univoche conseguentemente alle esigenze che vogliono rappresentare.

Pertanto, la divisione tra colleghi e tra Sindacati che appare emergere è la iettatura più grave: è la dichiarazione di debolezza che non dovremmo mai dimostrare. Occorre essere uniti nel riconoscere che la riforma ha creato problemi alla stragrande maggioranza degli insegnanti immessi in ruolo con le fasi A 0 B e C e che dovranno confrontarsi con un'altra forma di precariato: quello della vita.

Tutti conosciamo i problemi che ha scaturito la riforma Renzi, noi sulla nostra pelle e i Sindacati che poco potranno fare per modificare i dettami di una legge approvata in fretta e furia.

La soluzione può essere cercata solo a livello politico e quando gli addetti ai lavori comprenderanno i problemi che hanno alimentato tante polemiche per avere penalizzato il docente, la sua persona e la Scuola intera.

Ovviamente bisogna dir loro che i sacrifici li sa chi li fa, come i dolori che li patisce chi c'è l'ha. Chiedo una sola cosa.

La mobilità che sta spaventano tanti di noi sarà occasione di aggiustamenti o un'ulteriore fonte di malcontento, per usare un eufemismo?

Per chi come me, che sono stato esiliato da un algoritmo a oltre mille chilometri da casa, sarà riconosciuto un punteggio di merito per i disagi umani ed economici sopportati, o questa richiesta è un dettaglio trascurabile? Mi pare fortemente ingiusto se ciò non venisse considerato e se veniamo posti alla stessa stregua dei colleghi sistemati di fronte a casa. Grazie per l'attenzione

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